GEAPRESS – Chissà cosa ne pensano i due deputati dell’intergruppo “amici della caccia” che hanno interrogato il Presidente del Consiglio e ben sette Ministri (vedi articolo GeaPress) sull’opportunità di non togliere gli animali dai luoghi di un avvenuto sequestro fino a condanna definitiva (che può non arrivare mai), di fare in modo che le Associazioni non abbiano parte in causa nei procedimenti che riguardano situazioni ove ideologicamente sono avverse e comunque di non accettare che le stesse Associazioni protezionistiche accolgano in custodia gli animali.

La storia che vi raccontiamo oggi inizia nel lontano 2004 a Piombino (LI). L’ENPA inizia a denunciare un tipo che in rudere, abbandonata a se stessa, detiene una cagna. Niente. La povera cagna rimane nei luoghi e l’ENPA non potrà mai riscattarla. Poi, di lei si perdono le tracce, cosa non facile in un luogo ove bene o male si conoscono tutti e di quel grosso cane tipo molossoide (forse frutto di un incrocio con un Pit bull) non se ne sa più niente. Questo fino al maggio 2008, quando sulla scrivania della Polizia Municipale di Piombino giunge un esposto del proprietario di un terreno. Esperti dell’ENPA, Polizia Municipale ed un Veterinario dell’ASL, si attivano a fanno un sopralluogo.

L’affittuario del terreno detiene tre cani dentro una struttura nel passato adibita a piccolo pollaio. Chi ritroviamo dentro il microscopico pollaio? La femmina di cui sopra, ormai vecchietta, ed il frutto di una sua cucciolata: altri due cani, un maschio ed una femmina. Chi è il proprietario dei cani? Il figlio del detentore denunciato, ovvero lo stesso ragazzo (anch’egli un po’ cresciutello) del 2004. Lui, però, in questi anni è rimasto libero, la povera cagna sempre nello stesso incubo (poco dopo abortirà) e forse anche peggio.

Tutti e tre i cani, infatti, risultavano denutriti, pieni di croste, morsicati dai topi. I due più giovani, inoltre, apparivano terrorizzati, ovvero con evidente disagio psicologico, dicono all’ENPA. Inizialmente i tre cani, per un breve periodo, vengono dati in custodia giudiziaria al proprietario del terreno, lo stesso che aveva fatto l’esposto ai Vigili denunciando la incredibile detenzione dei cani. Appena il tempo che l’ENPA trova posto al canile di Piombino. All’inizio le due femmine, ed in un secondo momento il maschio.

Ora si spera – ha dichiarato a GeaPress Maria Cristina Biagini, Presidente locale dell’Associazione – nella confisca definitiva. Il rammarico sta però nel fatto che se le nostre denunce fossero state ascoltate fin dal 2004, si sarebbero evitati anni di sofferenza“.

Di questi giorni la sentenza del Tribunale di Piombino: il detentore dei tre cani è stato condannato a pagare una multa di 4000 euro. Eppure stante le incredibili proposte dei due parlamentari, i tre cani dal maggio 2008 ad oggi, sarebbero dovuti stare in quello schifo di situazione, l’ENPA non poteva essere titolata al sopralluogo, ne tanto meno avrebbe mai potuto prendere in custodia i cani.(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).