GEAPRESS – Non solo cuccioli di cane. Dall’est arriva anche altro, come ad esempio i gatti. Passano in secondo piano, ma il loro numero, secondo la sezione torinese di Animalisti Italiani non è affatto indifferente. I paesi dai quali si importa sono bene o male i soliti già noti per i cani: Slovacchia, Ungheria e forse anche qualche sospetto sull’ extra frontiera (comunitaria).

Il destino degli animali è sempre lo stesso. Gatti da compagnia, a prezzi competitivi e con l’incertezza della legale provenienza della documentazione che dovrebbe accompagnarli. Dopo un primo periodo di intensi interventi da parte della Forze dell’Ordine, denuncia Animalisti Italiani, il mercato si è riassestato. Spregiudicati e senza scrupoli, oltre che importatori illegali, hanno raggiunto una soglia di quasi invisibilità che gli consente di riprendere a lavorare in relativa tranquillità. Cuccioli di cane, dicevamo, ma anche gatti. Irregolarità non solo per le violazioni di legge di settore, ma anche fiscali. Evasione, insomma, per un mercato dell’affetto che sembra non conoscere sosta. Decine di migliaia di animali, per un giro di soldi stimato in 300 milioni di euro l’anno.

Un problema della legge o dei controlli? Questo si chiede, forse un poco polemicamente, la sede torinese di Animalisti Italiani che già nei mesi scorsi aveva inviato un ricco dossier al Ministero della Salute, denunciando strani allevamenti di cani presentati sul web come esteri ma in realtà saldamente installati in Italia (vedi articolo GeaPress).

Ora un nuovo intervento, accolto in Consiglio Regionale del Piemonte da Monica Cerutti (SEL). Ad essere interrogata è la Giunta Regionale. Si chiede, in particolare, quali azioni la Regione, pur nell’ambito delle sue competenze, intende intraprendere per contrastare l’attività del traffico illecito di cuccioli, e come la stessa attività può essere strutturata nel tempo.

Poi una domanda sul “Comitato tecnico regionale per la tutela degli animali”. Istituito dalla legge regionale del 1993 (Tutela e controllo degli animali d’affezione), potrebbe essere più teorico che altro. In particolare, nell’interrogazione del Consigliere Cerutti, si chiede quale attività abbia realmente svolto e se è mai stato attenzionato il problema del traffico illecito di cuccioli. Quello che garba poco ad Animalisti Italiani, è la possibilità che possa instaurarsi una sorta di comitato-mania. Riunioni e proposte che rimangono poi solo sulla carta.  

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