GEAPRESS – Pochi giorni addietro avevamo trattato dell’anniversario della cagnetta Laika. La randagina “scienziata” spedita dai russi in un viaggio di sola andata tra le stelle (vedi articolo GeaPress). E’ lei il simbolo dagli animali sfruttati dall’uomo anche per scopi che avevano più un fine militare che non solo civile? Purtroppo, l’elenco degli animali specificatamente utilizzati dai militari è lungo.

Da un articolo del Guardian si apprende che le forze speciali inglesi in servizio in Afghanistan si sono dotate di cani-telecamera da inviare nei quartieri talebani. Nello specifico si tratta di pastori tedeschi che vengono imbracati ad un paracadutista. Peccato, però, che i talebani, non avendo alcuna intenzione di farsi spiare in tal maniera dagli inglesi, ai cani gli sparano.
Secondo il giornale inglese ne sarebbero morti già otto. I cani per altro sono stati addestrati ad attaccare uomini armati. Non si capisce a questo proposito come facciano a distinguere un miliziano talebano da altro soldato. Ad ogni modo, le autorità militari inglesi non forniscono alcuna spiegazione.

Così succede anche per i delfini utilizzati  dalla marina americana, ma anche di altri paesi, non solo per intercettare eventuali sub incursori ma anche per tentare di disinnescare le mine sparpagliate in mare. Tanto se esplodono nessun delfino farà mai reclamo. In fin dei conti, si tratta anche in questo caso di animali che lavorano con l’uomo finache felici di farlo, dal momento che sono incapaci di formulare ufficiali proteste …

Qualche anno addietro scandalizzò, giustamente, vedere degli esperimenti di Al-Qaeda che mostravano l’orrenda agonia di un cane chiuso in una stanza ove venivano sprigionati gas letali. va ricordato, però,  che simili esperimenti non solo affatto nè rari, nè acor meno limitati all’insensibilità di Al-Qaeda.

Stesse tragiche conclusioni hanno mortalmente coinvolto gli animali negli esperimenti di guerra batteriologica e nucleare.

Quando gli americani fecero esplodere le loro bombe atomiche nell’atollo di Bikini, nel pacifico meridionale, lasciarono nell’area che sarebbe stata sicuramente coinvolta dagli effetti disastrosi dell’esplosione alcune vecchie navi deserte. Peccato che non furono considerate le migliaia di pecore, capre, maiali ed altri animali in attesa, loro malgrado, della morte nucleare.

Vi sarebbero poi le scimmie, le cavie, ed altri ancora vittime dei mancati accordi tra uomini. Se evidentemente non riusciamo più a parlarci siamo tanto coraggiosi da farci sostituire in guerra da una animale. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).