GEAPRESS – Come risaputo nella ratifica della Convenzione Europea per la protezione degli animali da compagnia, che entrerà in vigore il prossimo novembre, erano stati … amputati, nel corso dei lavori parlamentari, gli articoli relativi al divieto di taglio di coda ed orecchie. Secondo alcuni quasi un’operazione di vivisezione sull’animale. Secondo altri, allevatori e cacciatori in primis, assolutamente no o comunque utile alle mansioni da lavoro dei cani. Non a caso fecero arrivare numerose sollecitazioni tramite parlamentari a loro favorevoli.

Il testo approvato, però, non ha neanche esplicitamente indicato la possibilità di autorizzare questi interventi. Così, infatti, la Convenzione europea aveva previsto. Ovvero: se non dichiari di volerlo fare, allora è vietato.

In pratica, secondo logica, in Italia il taglio di coda ed orecchie sarebbe vietato. Apriti cielo. Quando le categorie dei filo-tagli si accorserso della distrazione, ripresero le lamentale, ed ecco che il Ministro della Salute Ferruccio Fazio (perchè cacciatore, secondo alcuni) emanò una circolare (scarica qui Circolare Ministero Salute) che di fatto annacquava il tutto. Sarebbe dipeso dai veterinari (ai quali scaricava tutte le responsabilità) e per le necessità dei cani se da lavoro o in attività venatoria (vedi articolo GeaPress).

Intervenne allora il Sottosegretario alla Salute Francesca Martini (vedi articolo GeaPress) che emanò a sua volta la nuova Ordinanza (in sostituzione di quella decaduta sull’aggressivita dei cani), ove ripristinava inequivocabilmente il divieto, evidenziandolo, tra l’altro, anche per le esposizioni (scarica qui nuova Ordinanza Martini).

Fazio, però, ritorna alla carica e con una nuova circolare (scarica qui nota chiarimento Ministero Salute) precisa che i cani con taglio coda antecedente alla vecchia Ordinanza Martini, possono partecipare alle esposizioni. Se effettivamente è così, viene almeno ribadito che per quelli a venire, se tagliuzzati, non potranno più partecipare.

Arriva ora l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana) che con una nota a firma del Presidente Balducci, dice che si deve fare così come precedentemente stabilito da Fazio. Ovvero, ok al taglio per cani da lavoro e da attività venatoria. Ovviamente l’ENCI non ha facoltà legiferante e c’è da giurare che la cosa susciterà nuove polemiche.

Certo che se Fazio non avesse fatto niente, dal prossimo novembre sarebbe valso, senza dubbi, il recepimento della Convenzione Europea. Ovvero, il divieto di taglio di coda ed orecchie.

E poi si dice che le leggi sono troppo complicate. Non è sempre vero. In alcuni casi possono diventarlo in seguito, tanto un sindacato dei cani amputati, con facoltà di morso di disapprovazione, ancora non esiste. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).