GEAPRESS – Potrebbero essere smantellate le strutture di Arcugnano (VI) che lo scorso febbraio tornarono agli onori della cronaca dopo che la Magistratura decise di restituire i cani al cacciatore-allevatore (vedi articolo GeaPress).

Nel caso dovesse essere confermata la notizia, circolata in ambienti inquirenti, si porrebbe definitivamente fine ad una vicenda che aveva lasciato dietro di sé uno strascico di polemiche. La derubricazione del reato da maltrattamento (544/ter) a quello di inidonee condizioni di detenzione (727 C.P.) non consentiva la confisca obbligatoria. Il Giudice aveva inoltre accolto la tesi difensiva dell’imputato, ovvero che si trattava di un disinteresse momentaneo nella gestione dei cani dovuto ad un grave problema familiare.

Gli animali, però, nel frattempo erano stati affidati all’ENPA la quale aveva provveduto alla loro riabilitazione e destinarli a felice adozione. Un accordo privato tra gli affidatari e il gestore di quel vecchio canile aveva comunque consentito che i cani rimanessero in famiglia.

Ora l’indiscrezione la quale andrebbe ad aggiungersi non solo al Decreto penale di Condanna ex art. 727 ma anche ad un secondo provvedimento relativo alla irregolare detenzione delle armi che furono rinvenute durante la prima ispezione della struttura. L’Autorità di pubblica sicurezza provvide, inoltre, al ritiro dello stesso porto d’armi.

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