GEAPRESS – Il primo vasto caso di avvelenamento era stato segnalato, sempre dal Comando Provinciale del Corpo Forestale di Campobasso, a cavallo tra le province di Campobasso e Isernia (vedi articolo GeaPress). Una trentina di pezzi di carne, forse lardo, mischiato con una sostanza bianco-azzurrina.

Questa volta la sostanza è scura, probabilmente un lumachicida, dicono alla Forestale. Cinque polpette in località Bosco Agnuni nel Comune di Castellino del Biferno. A rinvenirle, dietro segnalazione di alcuni cacciatori, il personale della Stazione Forestale di Montagano. Non sono molte le esche ritrovate, ma la Forestale sospetta che sia i cani utilizzati nell’attività venatoria che alcuni animali selvatici, possano avere già mangiato i bocconi avvelenati. Sarà ora l’Istituto Zooprofilattico di Campobasso a determinare il principio attivo utilizzato nel veleno. Identico, come nello scorso episodio, il movente addotto dallo stesso Corpo Forestale, ovvero la rivalità tra squadre di cacciatori. Purtroppo a farne le spese sono i poveri cani.

Circa il veleno, comunque, è facile pensare ai lumachicidi. Questo sia per facilità ed economicità del reperimento che per i contraccolpi letali. La sostanza utilizzata nel composto è la metaldeide. Agente molto pericoloso che può essere veicolato anche per contatto accidentale con le mucose. Gli effetti si manifestano con evidente bavazione e convulsione.

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