GEAPRESS – Una proposta di legge emendata per alcune categorie imprenditoriali del mondo rurale, venatorio e del commercio. Questo il commento dell’Associazione Animalisti Italiani alla proposta di legge 1172 attualmente in discussione presso le Commissioni della Camera dei Deputati. Si tratta della legge che dovrà mandare in pensione la vecchia 281/91, ovvero la cosiddetta legge sul randagismo.

Per questo Animalisti Italiani hanno inviato una lettera al Presidente Napolitano, al Presidente Monti, ai Presidenti della Camera e del Senato ed ai Partiti, in cui sono illustrati solo alcuni dei tanti emendamenti sfavorevoli alla tutela degli animali. Tra questi la “mano leggera” nei confronti di chi non garantisce il benessere degli animali, proprio per quelle situazioni riconosciute tali (vedi articolo GeaPress). Per non parlare poi della proposta che vorrebbe far dipendere le Guardie volontarie dalle ASL (vedi articolo GeaPress) voluta dalla Commissione Agricoltura della Camera.

Evidentemente – riporta nella lettera Walter Caporale, Presidente di Animalisti Italiani – esiste molta preoccupazione in merito alla legittima autonomia delle Guardie Zoofile, le quali rivestono una qualifica di polizia giudiziaria (L 189/04) ai sensi degli artt.li 55 e 57 cpp pertanto rispondenti direttamente all’Autorità Giudiziaria nella persona del pubblico ministero“. Per Animalisti italiani è la dimostrazione dell’esigua preparazione sul tema da parte degli Onorevoli proponenti. “Il sospetto – sottolinea Caporale – è che questi interventi siano dettati dal desiderio di inibire le attività di vigilanza, pertanto scomode. Un comportamento comprensibile considerata l’appartenenza dei proponenti all’Intergruppo Parlamentare Amici del Tiro della Caccia e della Pesca.”

Nella Lettera si sollecitano le istituzioni ed i Partiti a affinché si ravvedano e non rendano la proposta di legge causa dell’aumento del randagismo e degli abbandoni.

Per l’Associazione gli emendamenti presentati alla Camera rendono i parlamentari complici del peggior documento mai approvato in Italia a danno degli animali d’affezione. Questo nel silenzio più assoluto. Da qui, secondo Animalisti Italiani, l’invito ad inviare mail alle alte cariche Istituzionali.

Animalisti Italiani, ricorda inoltre come nella competente Commissione al Senato è in discussione la legge Comunitaria che all’articolo 14 prevede la chiusura degli allevamenti di animali destinati alla sperimentazione. Anche su questo fronte l’Italia è con il fiato sospeso, ma non ancora ci sono intenzioni serie in merito. Tutti contro Green Hill, ma nessun segnale dal Senato.

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