GEAPRESS – Lo hanno controllato giorno e notte, su segnalazione di cittadini indignati. Infine nessun dubbio. Il cane era sempre legato ad un corto guinzaglio nella ringhiera del balcone di casa. Le Guardie LIDA e WWF di Caltanissetta su disposizione del Pubblico Ministero della locale Procura della Repubblica, hanno eseguito il sequestro e denunciato la proprietaria per violazione degli articoli 727 (detenzione di animali in condizioni incompatibili ed abbandono) e 544ter (maltrattamento). Indagini e rilievi fotografici per immortalare il carlino al quale era impedito finanche di deambulare.

Felice conclusione a differenza di ben noti altri disastri come per gli animali di Poggibonsi in parte morti per il freddo, mentre gli scampati sono ancora detenuti tra i boschi della Toscana. Ieri GeaPress aveva richiamato la vicenda a proposito di un arresto, avvenuto però negli Stati Uniti, di una donna che aveva fatto morire il suo cane, lasciandolo fuori giorno e notte (vedi articolo GeaPress).

Niente da fare, invece, per un piccolo meticcio rinvenuto, sempre dalle Guardie LIDA e WWF di Caltanissetta, a San Cataldo (CL). L’animale trovato ormai morto, si presentava con gli effetti di un gravissimo stato di denutrizione. Per il proprietario, però, era stato nutrito regolarmente. Il povero animale era stato tenuto all’interno di una sorta di gabbia, ancora stracolma di escrementi che circondavano il piccolo corpo esamine. Questa volta il proprietario dichiarava che provvedeva alla pulizia della gabbia, ogni quindici giorni (!). E’ stato denunciato dalle Guardie per violazione dell’art. 544/ter (maltrattamento di animali) con l’aggravante di averne causato la morte.

In entrambi i casi le Guardie zoofile LIDA e WWF hanno applicato, probabilmente per la prima volta in Italia, le nuove norme varate dal Parlamento che recepiscono la Convenzione Europea sulla tutela degli animali da compagnia. A questi viene in particolare proibita l’inflizione di “dolori, sofferenze o angosce”. “Ogni persona che tenga un animale da compagnia o che abbia accettato di occuparsene, sarà responsabile della sua salute e del suo benessere” e “deve provvedere alla sua installazione e fornirgli cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni etologici secondo la sua specie e la sua razza ed in particolare: rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza; procurargli adeguate possibilità di esercizio”.

Il testo di Legge è stato fortemente voluto dal Ministro Frattini e dal Sottosegretario alla Salute Francesca Martini. Il recepimento della Direttiva Europea era rimasto sostanzialmente ignorato per oltre vent’ anni. Purtroppo il testo ha dovuto subire, nel corso dei suoi passaggi parlamentari, pesanti manomissioni operati e rivendicati dalle lobby di allevatori e cacciatori.

Intanto per il cagnolino legato notte e giorno al balcone, si prospetta una nuova vita, grazie all’intervento delle Guardie della LIDA e del WWF. Eppure secondo i parlamentari Stucchi e Nunziate, aderenti all’intergruppo “amici della caccia” dovrebbe essere impedito il sequestro preventivo di animali di proprietà, unicamente sulla base di denunce o segnalazioni di sospetti reati. In altri termini i cittadini che hanno denunciato a LIDA e WWF dovevano essere certi del reato, ovvero avere le prerogative che solo la Magistratura possiede. Non solo, per loro dovrebbe anche vigere il divieto di spostare gli animali sotto sequestro dal luogo di detenzione fino a che una sentenza abbia dimostrato la reale colpevolezza degli imputati.

In altri termini il carlino doveva rimanere nel balconcino fino alla condanna definitiva, che potrebbe anche non arrivare mai. Ed in ultimo, mai e poi mai l’animale sequestrato dovrebbe andare alle Associazioni, o addirittura loro semplici collaboratori, che avevano parte in causa nel processo. E hanno pure interrogato, su questi quesiti, il Presidente del Consiglio e ben sette Ministri! (interrogazione e risposta in articolo GeaPress). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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