GEAPRESS – I fatti avvennero nel novembre dello scorso anno (vedi articolo GeaPress) . A denunciare le tremende condizioni di detenzione di quella povera cagnolina, rinchiusa in un locale buio ed a sua volta all’interno di una piccola fetida gabbia per conigli, furono le Guardie della LIDA e del WWF. Il reato allora ipotizzato, riguardava la violazione dell’art. 544/ter del Codice Penale (maltrattamento) e 727 C.P., per le inidonee condizioni di detenzione.

Ora il Decreto Penale di Condanna, emesso dal GIP del Tribunale di Caltanissetta, congiuntamente alla confisca dell’animale. 3500 euro di multa. Il giovane che deteneva la povera cagnolina era stato già allora privato del possesso dell’animale, grazie all’atto di sequestro. La cagnolina, infatti, era stata affidata alle cure dei volontari della LIDA che oggi finalmente diventa legittima proprietaria grazie alla confisca disposta dal GIP di Caltanissetta David Salvucci.

Anche in questo caso, informano LIDA e WWF, sono state applicate le nuove norme varate dal Parlamento che recepiscono la Convenzione europea sulla tutela degli animali da compagnia. Con la pubblicazione della L. n. 201 del 4 novembre 2010, infatti, è stata resa esecutiva in Italia tale Convenzione che, tra l’altro, proibisce l’inflizione di “dolori, sofferenze o angosce ad un animale da compagnia”; “Ogni persona che tenga un animale da compagnia o che abbia accettato di occuparsene sarà responsabile della sua salute e del suo benessere” e “deve provvedere alla sua installazione e fornirgli cure ed attenzione, tenendo conto dei suoi bisogni etologici secondo la sua specie e la sua razza ed in particolare: rifornirlo in quantità sufficiente di cibo e di acqua di sua convenienza; procurargli adeguate possibilità di esercizio”.

Sarà impossibile per noi dimenticare gli occhi affranti di quella minuscola cagnolina che guardava me ed il mio collega del WWF dall’interno di quella gabbietta, le cui dimensioni consentivamo a malapena all’animale di stare accucciato, il giorno in cui la trovammo – ha commentato Salvatore Colonna che coordina il Nucleo di Vigilanza Zoofila LIDA in Provincia – Occhi infastiditi persino dalla luce del sole che rivedevano dopo chissà quanto tempo trascorso dentro un locale angusto e buio dall’interno di una gabbietta per conigli. Fondo della gabbia in rete, feci ed urine accumulate sul pavimento sottostante, assenza di acqua da bere. Inammissibile che nessuno del quartiere conoscesse le orrende modalità di detenzione di questa dolcissima cagnolina! La nostra provincia ha bisogno di crescere culturalmente. Troppa omertà ancora attorno a questo tipo di reati. Troppa indifferenza di fronte alla sofferenza ed al dolore. La piccola Flò, come ribattezzata dai volontari della LIDA, oggi vive il calore di una vera casa e l’affetto di una bellissima famiglia nissena che la riempie di cure ed attenzioni. Flò è rinata il giorno in cui la portammo via da quell’inferno; non sapeva cosa significasse correre felice all’aria aperta, giocare con una pallina, donare e ricevere amore. Di questo meraviglioso lieto fine ringraziamo di vero cuore per la fattiva collaborazione i Carabinieri della Stazione di Sommatino ed una Procura operosa, severa ed attentissima alla salvaguardia dei diritti animali in questo come in decine di altri casi segnalati dalle nostre guardie o dagli organi di polizia istituzionali”.

Una fortissima arretratezza culturale è ancora presente nella nostra società, che considera gli animali come oggetti. Ne sono la dimostrazione le decine di casi di maltrattamento che sono state scoperte solo a Caltanissetta e nelle zone vicine dalle Guardie eco-zoofile di LIDA e WWF: solo nell’ultimo anno, durante appositi servizi di prevenzione e controllo presso garage, villette, fondi privati della periferia urbana, infatti, gli Agenti hanno documentato le inaccettabili condizioni di detenzione dei cani padronali ma anche di caprette, conigli, polli, cavie, tortore ecc. Animali detenuti all’interno di baracche fatiscenti o sotto cumuli di rifiuti senz’acqua né cibo ed in condizioni igieniche pessime; cani tenuti perennemente a catena con ripari di fortuna come fusti metallici ossidati, recipienti di eternit o in pieno sole; totale assenza di cure ed assistenza anche minima; tutti i parametri minimi di benessere palesemente violati, riferiscono le Guardie LIDA e WWF.

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