GEAPRESS – Se non fosse stato per la conoscenza del territorio da parte degli Agenti della Volante della Polizia di Stato, intervenuti l’altro ieri in via del Ghirlandaio a Cagliari, il piccolo Yorkshire sarebbe sicuramente morto. Questo nonostante le chiamate che numerose sono pervenute al Centro Operativo Telecomunicazioni della Polizia di Cagliari.

Chi, infatti, è stato accusato di aver tentato di impiccare il cane, aveva scelto un luogo perfetto. Decisamente fuori mano ed in un terreno abbandonato. Non aveva però tenuto conto della prontezza di quella Volante la quale, una volta che le era stato genericamente indicato il luogo, ha con certezza imboccato il dedalo di stradine sterrate. Nei pressi del viottolo che guarda vero l’eliporto dell’ospedale cagliaritano Brotzu, c’era proprio chi stava impiccando il cane. I poliziotti, per fortuna, erano già intervenuti in quella zona, non illuminata ed oggetto di frequentazioni non molto raccomandabili. Lo stesso soggetto poi denunciato, aveva precedenti contro il patrimonio e non è detto che anche lui non sia degli stessi luoghi. Dalle prime risultanze della lettura del microchip parrebbe che il proprietario del cagnetto, ancora non rintracciato, abiti proprio nei pressi.

Il pregiudicato trentanovenne si stava accingendo ad impiccare il cane e ne avrebbe poi fatto, stante le segnalazioni pervenute, bersaglio di un lancio di pietre. La Polizia ha notato l’individuo mentre cercava di coprire il cane con dei rami. Un maschio di Yorkshire, di circa quattro anno. Le ferite in testa, però, già c’erano. A confermarlo sono altresì gli operatori del Dog Hotel Chinarello che hanno prestato le prime cure al cagnetto, ora ricoverato presso il canile di Cagliari. Per fortuna, non verserebbe in pericolo di vita.

I poliziotti hanno rinvenuto il cane sotto le frasche e con al collo ancora la corda. Secondo quanto riferito dalla Polizia mostrava grosse difficoltà a respirare. L’autore dell’efferato gesto, appena ha visto la Volante arrivare, deve avere slegato la corda dall’albero e cercato di nascondere il piccolo cane sotto la vegetazione. Portato in Commissariato, avrebbe dichiarato che il cane dava fastidio per il suo abbaiare. Denunciato ex art. 544/ter (maltrattamento di animali) e lasciato andare. Di più la legge contro i maltrattamenti non consente. Neanche in flagranza di reato.

Di certo, nonostante le segnalazioni indicassero quell’ampia zona, se non era per la conoscenza del territorio degli Agenti della Polizia di Stato, quel cane sarebbe morto, penzoloni.

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