GEAPRESS – Sette pagine fitte di giurisprudenza e rendicontazione dei fatti. Il tutto, ancora oggi, per dimostrare come un animale vivo poggiato sul ghiaccio non possa che soffrire. Un po’ come il recente studio che ha asserito che una aragosta nell’acqua bollente, soffre. Un fatto che ovviamente non ha potuto evitare le polemiche per la banalità dell’assunto oltre che una critica ilarità come quella esternata nel corso della trasmissione “Che tempo che fa”, da Luciana Litizzetto. Nel caso di Cagliari, però, si tratta di astici e la rivendita è un supermercato dello stesso capoluogo ora al centro di una denuncia presentata da un volontario antibracconaggio che è anche Guardia WWF.

I fatti sono avvenuti lo scorso mese di dicembre. Non solo l’ipotesi di maltrattamento ed inidonee condizioni di detenzione, ma anche quella di rifiuto di atti d’ufficio. Questo perchè, asserisce il volontario antibracconaggio, in poco meno di tre ore oltre dieci telefonate a diverse forze di Polizia, più all’ASL ed al Comune, non ottenevano alcun controllo. Dunque la denuncia alla Procura della Repubblica di Cagliari la quale dovrà vagliare anche il fatto, a quanto pare asserito in una di queste telefonate, che sarebbe stato commesso alcun reato. Nel caso, una facoltà che spetta notoriamente solo al Magistrato.

La Guardia del WWF, esperta di questo argomento, nella sua denuncia elenca però la giurisprudenza da fare invidia ad un trattato giuridico. Precedenti che parrebbero ormai consolidati. Dalla Direttiva europea di settore, alle Sentenze di primo grado di più Tribunali, sino al pronunciamento della Cassazione sul dolore inflitto agli animali. Il tutto pure supportato da una dichiarazione medico veterinaria.

Rimane da capire, però, come sia andata a finire, dopo tante telefonate, al povero astice. Esposto in “promozione”, era stato adagiato ancora vivo sul ghiaccio e con le chele legate. Il volontario, rivoltosi al responsabile della pescheria del supermercato, ha così attenuto il trasferimento del povero animale in una cassetta di polistirolo dove, a quanto pare, vi erano altri astici vivi e morti. Qui l’altra sorpresa. In un’altra cassetta vi erano infatti alcune anguille, senza l’acqua. Quanto basta, cioè, per arricchire la denuncia che sarà ora sottoposta al vaglio della Magistratura di Cagliari.

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