tursiope macellato
GEAPRESS – Spero che questo sia l’ultimo gesto crudele. Così Fabrizio Atzori, Direttore dell’Area Marina Protetta di Capo Carbonara, aveva voluto lasciare un elemento di speranza una volta ringraziate le tante persone che avevano partecipato, indignandosi, alla notizia del ritrovamento del corpo di delfino tursiope maschio arpionato al fianco anteriore destro. La scoperta era avvenuta ieri nella spiaggia di Cann e Sisa (Torre delle stelle) lungo la strada panoramica che da Cagliari conduce a Villasimius.

Evidente alla crudeltà non vi è fine. Una comunicazione di questo pomeriggio della stessa Area Marina Protetta lascia tutti sgomenti. Il corpo di un delfino, infatti, sembra essere stato smembrato con una motosega nel cuore della notte. La foto diffusa dalla stessa Area Marina lascia spazio a pochi dubbi. Un taglio preciso e brandelli sulla spiaggia.

Chi può avere ridotto così il povero animale? Qualcuno avanza l’ipotesi del vietatissimo “musciame”, ovvero filetto di delfino essiccato. Nessun elemento sembra per ora avvalorare questa ipotesi che potrebbe però fornire una spiegazione ad un gesto crudele e apparentemente incomprensibile quale l’arpionamento, verosimilmente da parte di un subacqueo, del povero animale.

Proprio ieri, nel corso di una perlustrazione da parte della Capitaneria di Porto di Villasimius, era stato avvistato un gruppo di delfini nel tratto di mare dell’isola di Serpentara. Con quegli animali, aveva riferito l’Area Marina Protetta, doveva vivere il delfino finito, invece, con un arpione in corpo. Ed invece, oggi, nella battigia, un’altra amara sorpresa.

La macabra scoperta sembra così destinata a fornire un ulteriore grave elemento di indagine per la Capitaneria di Porto al quale un cittadino aveva ieri segnalato il delfino ucciso da una arpionata. Gli accertamenti erano stati condotti congiuntamente al Corpo Forestale e di Vigilanza Ambientale. Lo staff dell’AMP Capo Carbonara è subito intervenuto per i rilevamenti morfometrici in quanto referente da Cala Mosca a Marina di Gairo nell’ambito dell’ accordo di collaborazione con la Rete regionale per la fauna marina in difficoltà.

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