GEAPRESS – Si svolgerà domani, come ogni 6 marzo, il rituale che vorrebbe allontanare gli spiriti maligni dal villaggio di Bradilovo, un piccolo centro a sud della Bulgaria, quasi a ridosso del confine turco. Poche centinaia di abitanti che però credono di tenere lontana la rabbia, torturando dei cani.

La “medicina” tradizionale consiste nel prendere un cane randagio e legarlo ad una corda avvitata che è stata a sua volta sospesa al di sopra delle turbolente acque di un torrente. Appena la spirale viene sbloccata, la corda inizia a girare vorticosamente. Il povero cane si viene così a trovare in una sorta di centrifuga. La “liberazione” (..per modo di dire..) consiste nell’improvviso tuffo nelle acque del gelido torrente.

Per questa edizione erano state annunciate delle iniziative animaliste, ma il piccolo paese è, più o meno letteralmente, fuori dal mondo. Per capire il livello di isolamento, basti considerare che tale incredibile tradizione è stata per la prima volta documentata nel 2005. Un rito probabilmente antico ma che oggi, ancor di più, appare in tutta la sua agghiacciante crudeltà.

Non ci vuole molto a capire come i cani siano terrorizzati. La corda, stretta tra le ascelle ed il petto, crea evidenti difficioltà respiratore che, causa la veloce rotazione, contribuiscono a creare uno stato di grave sbandamento. Già nel passato alcuni dei cani caduti in acqua, non sono riusciti più a riemergere.

La rabbia fa paura, ma il metodo scelto per esorcizzarla è sicuramente ancor più terrifico.

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