polpetta avvelenata
GEAPRESS – L’avvelenamento risale allo scorso aprile, ma le indagini del Nucleo Anti Veleni dell’ENPA di Firenze, avrebbero portato ad individuare il presunto avvelenatore.

Tutto inizia il due aprile, quando una telefonata allarmante segnalava al Comando della Polizia Provinciale di Firenze, che nella zona di Brozzi, nei giardini tra via Umbria e via Lucania, erano state posizionate esche di carne presumibilmente avvelenate. La richiesta d’intervento al Nucleo Provinciale Guardie Zoofile ENPA, che ha in atto apposito protocollo d’intervento con la Polizia Provinciale in merito agli avvelenamenti di animali nel comune di Firenze, ha inviato sul posto gli Agenti dello specifico Nucleo Antiveleni.

Dall’attività di bonifica venivano recuperate “dieci polpette” di carne intrisa di sostanze estranee multicolori. I reperti venivano così inviati per le analisi tossicologiche al competente Istituto Zooprofilattico Sperimentale per le Regioni del Lazio e la Toscana.

Nel contempo, però, venivano avviate le indagini per cercare di individuare i responsabili di tali atti. Le analisi tossicologiche pervenute , davano inoltre esito positivo: i bocconi erano avvelenati con “metaldeide, bromadiolone e difenacoum”, ovvero lumachicida e ratticidi.

Le attività investigative del Nucleo Anti Veleni dell’ENPA, davano intanto risultati positivi. In tal maniera veniva individuata una persona che potrebbe essere il responsabile dell’azione criminosa. Sulla base degli elementi indiziari veniva così ottenuto il nulla osta dall’Autorità Giudiziaria di procedere alla perquisizione domiciliare.

Nei primi giorni del mese di agosto gli Agenti dell’ENPA unitamente ad Ufficiali ed agenti della Polizia Provinciale hanno così proceduto alle operazioni di polizia giudiziaria nell’abitazione e dei luoghi di pertinenza dell’indagato. Il Magistrato valuterà altre responsabilità di persone eventualmente coinvolte. Dunque, sulla vicenda potrebbero esserci ulteriori sviluppi.

Per fortuna, commenta l’ENPA di Firenze, l’immediato intervento degli uomini del Nucleo Investigativo Antiveleni delle Guardie Zoofile, che ha provveduto a  recuperare tutti i bocconi avvelenati, ha evitato il coinvolgimento di persone e/o animali. In particolare il rischio più grosso lo avrebbero corso cani e gatti condotti nelle aree divenute oggetto di distribuzione delle esche.

I reati contestati dalla Procura della Repubblica sono: tentato maltrattamento e uccisione di animali nonché spargimento sul suolo pubblico di sostanze tossiche pericolose.

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