veleno blu
GEAPRESS – Esche disseminate per i viali di un plesso condominiale della periferia occidentale di Brindisi. Un cane di proprietà, asserisce Antonella Brunetti, responsabile AIDAA di Brindisi, ha rischiato di essere l’ennesima vittima di una lunga lista di decessi causati dalla mano, forse la stessa, che per anni ha continuato indisturbata a preparare miscele mortali contro gli animali.

A questa lista, purtroppo, si aggiungono tutti gli atti di crudeltà che hanno causato la morte di un’intera colonia felina protetta e curata dalla stessa associazione “Erano tutti sterilizzati e curati con amore – afferma Antonella Brunetti che ricorda anche i gattini sbranati da alcuni Pit bull e le lunghe agonie per avvelenamento. Ci sarebbero finanche casi di gatti privati del pelo con un rasoio elettrico. “Gatti – aggiunge la responsabile animalista – allontanati coattamente per essere gettati nelle campagne, gatti presi a calci”.

Negli anni, sono stati numerosi gli interventi richiesti dal Presidente Brunetti ai vari organi di polizia giudiziaria congiuntamente ai sopralluoghi con il servizio veterinario ASL – area benessere animale; verbali e accertamenti autoptici, indagini presso l’Istituto zooprofilattico sperimentale competente hanno fatto emergere la drammatica verità già sotto gli occhi di tutti ma in nessuna coscienza, non fosse altro che quella di volontari che continuano a sostituirsi all’ente pubblico e proprietario delle specie libere sull’habitat.

Una lunga sequesla di atti quella citata dall’AIDAA brindisina che ricorda l’iter procedurale ai sensi delle vigenti normative, l’ art. 146 T.U. delle Leggi Sanitarie, dell’art. 544-bis e 544-ter del codice penale, e del provvedimento del Ministero della Salute, ” Ordinanza contingibile ed urgente concernente norme sul divieto di utilizzo e di detenzione di esche o bocconi avvelenati “(Gazzetta Ufficiale n.13-2009) che istituisce divieti e obblighi per debellare la piaga degli avvelenamenti, prevede, così come è stato fatto, l’inoltro di denuncia alla massima autorità competente, il Sindaco, e presso la Procura della Repubblica, ma ad oggi sono venuti a mancare tutti gli step successivi a tutela di persone ed animali per evitare il reiterarsi degli episodi e per l’individuazione dei colpevoli. La stessa amministratrice del plesso sarebbe stata diffidata dal Comune di Brindisi per il mancato rispetto dei compiti previsti dall’associazione di categoria.

Il silenzio è caduto come un sipario su centinaia di animali morti ammazzati – conclude Antonella Brunetti – vissuti nel breve tempo d’una misera vita e soprattutto morti su una linea di totale menefreghismo”.

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