colombi gabbie
GEAPRESS – Due persone denunciate per violazioni alla normativa sull’esercizio venatorio e in materia di maltrattamento degli animali. Un caso per certi versi singolare, che ha come protagonisti alcuni piccioni il cui stato di salute è stato segnalato alla Forestale dai pazienti ricoverati in due ospedali del brindisino

Ad intervenire gli uomini del Comando Stazione Forestale di Brindisi, nell’ambito di un’indagine condotta sulle attività svolte dalla società appaltatrice del servizio di allontanamento dei colombi.

Secondo quanto comunicato dalla Forestale, per motivi di igiene e sanità pubblica la ASL di Brindisi aveva affidato ad una società di Falconeria di fuori provincia, il difficile compito di allontanare i piccioni dalle strutture ospedaliere.

Sempre secondo il Corpo Forestale dello Stato, la stessa società, anziché contenere le popolazioni dei colombi con metodi ecologici, ossia con il solo utilizzo dei rapaci che hanno un effetto dissuasore e deterrente nei confronti dei piccioni, avrebbe condotto una vera e propria attività di cattura mediante l’uso gabbie non omologate collocate sui tetti delle strutture ospedaliere. Cattura che sarebbe avvenuta in assenza di qualsivoglia autorizzazione degli organi competenti ed all’insaputa della ASL circa i metodi utilizzati.

Gli agenti della Forestale hanno ritrovato numerose gabbie dislocate ai vari piani dei presidi ospedalieri, dove sono stati rivenuti colombi intrappolati al loro interno senza possibilità di liberarsi, alcuni dei quali già morti. Dalle indagini condotte, inoltre, è emerso che i volatili sarebbero stati trattenuti all’interno delle gabbie per molti giorni, prima di essere definitivamente liberati.

La segnalazione è pervenuta agli organi inquirenti dagli stessi utenti dell’ospedale che per giorni hanno assistito al lento agonizzare dei colombi rinchiusi senza riparo e senz’acqua all’interno delle gabbie.

Al fine di interrompere le conseguenze del reato di maltrattamento il Corpo Forestale di Brindisi ha proceduto al sequestro delle gabbie e  individuati gli autori della cattura della fauna selvatica, al loro deferimento all’ Autorità Giudiziaria che ha convalidato il sequestro.

Le attività di prevenzione e repressione dei reati contro gli animali si inquadrano nella specificità operativa dei reparti territoriali del Corpo Forestale dello Stato che sempre più agiscono in sinergia con i cittadini sensibili alle tematiche di tutela del benessere animale.

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