cucciolo - Copia
GEAPRESS – L’intervento è avvenuto sabato scorso ma la notizia è stata diffusa solo ora. Durante l’espletamento di un normale servizio di Vigilanza, le Guardie Ecozoofile ANPANA di Brescia notavano in un’area di servizio, quella che è stata definita come una compravendita di un cucciolo di razza di circa 50 giorni. Incuriositi dal luogo e dall’interloquire delle persone gli Agenti procedevano alla verifica dell’animale  che sarebbe risultato sprovvisto di sistemi di identificazione e troppo giovane  per non ricevere più le cure materne.

Con la collaborazione del Corpo Forestale dello Stato intervenuti in supporto alle Guardie Ecozoofile, il controllo si estendeva così presso l’abitazione di Palazzolo (BS), dove risultava risiedere una delle persone identificate. Qui venivano rinvenuti altri 16 cuccioli. Anch’essi sarebbero risultati senza dispositivi di identificazione, certificati di provenienza e tutti troppo piccoli per essere posti in vendita. Nonostante l’insistenza delle Guardie dell’ANPAMA e degli Agenti del Corpo Forestale, il proprietario degli animali non sarebbe stato in grado di giustificare la presenza nella civile abitazione di un numero così elevato di cuccioli. Presso l’amministrazione comunale, riferisce il Corpo Forestale dello Stato, non risulterebbero inoltre autorizzazioni sanitarie per la detenzione e il commercio di questi animali. Non dimostrata, inoltre, la legale provenienza dei cuccioli detenuti.

In attesa di chiarire la posizione del soggetto, gli animali sono stati posti sotto sequestro amministrativo. Il tutto per consentire lo svolgimento di ulteriori indagini volte a chiarire la reale provenienza dei cagnolini.

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