GEAPRESS – Prima il salvataggio di due cani utilizzati per la caccia al cinghiale. Erano sfiniti, lungo la strada Aurelia, nei pressi del porto di Bordighera (IM). Poco dopo la notizia che un cinghiale ferito, era in mare sempre vicino al porto. Un pescatore aveva cercato di issarlo a riva ma non c’era riuscito. Rimane così, in acqua e la ferita aperta. Nessun recupero è stato (chissà perché) tentato e l’animale è finito a colpi di pistola da un agente guardiacaccia.

Pare che per ucciderlo abbiano atteso i fotografi, “..la decisione è stata presa dopo ben due ore, tenendo l’animale in acqua marina salata, con chissà quali atroci dolori”. A dirlo è un lettore di Sanremonews (foto – Sanremonews.it). Il lettore non si sente di giudicare sulla scelta di sopprimere l’animale, ma criticare metodo e tempi, senz’altro. Quel colpo di pistola non riesce a dimenticarlo. Chissà, invece, chi si sarà mangiato il cinghiale e se questo aspetto abbia influito.

Eppure, lo scorso fine settembre, un ben più vitale cinghiale, finito nelle acque del Po di Torino (nelle foto de Lastampa.it) era stato salvato da una vigilessa della Polizia Municipale di Torino che era riuscita a portarlo a riva, tra gli applausi della piccola folla, prima che morisse annegato. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).