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GEAPRESS – Il primo colpo di accetta non sarebbe bastato. Per questo altri due colpi sarebbero stati inferti sulla testa del povero cane, fino a causargli la morte.

A colpirlo, stante le prime risultanze investigative, sarebbe stato il suo stesso padrone. Un anziano pensionato che  a Ganda di Sopra, frazione di San Michele di Appiano (BZ) , avrebbe così deciso di porre fine all’esistenza del povero cane.

I fatti sono occorsi il 16 scorso, intorno alle 14.30.

L’animale, un meticcio di 14 anni, era a quanto pare affetto da un tumore. Due anni prima, si apprende da fonte inquirente,  aveva subito un intervento chirurgico ed  era così tornato dal suo padrone. Poi la decisione che sarebbe così stata comunicata  ai Carabinieri del Nucleo Radiomobile della Compagnia di Bolzano, intervenuti sul luogo dopo una segnalazione. L’uccisione sarebbe infatti stata notata. Il luogo scelto è stato quello del giardino di casa sotto gli occhi increduli e inorriditi dei vicini. Da loro sarebbe partita la chiamata al 112.

I Carabinieri hanno già sentito il Veterinario che aveva operato il cane, il quale avrebbe confermato i problemi di salute del povero animale. Insomma, se il fine poteva essere quello di porre fine alla malattia del cane il mezzo appare quantomeno raccapricciante.

Manuela Mescalchin, referente per il Trentino Alto Adige e portavoce nazionale UGDA,  ricorda in una sua nota quanto accaduto nel gennaio del 2011. In quell’occasione  un anziano di Racines (BZ) aveva portato il proprio cane di 17 anni, creduto morto, nei locali del depuratore di Campo di Trens. L’indomani venne però richiamato. Il cane, aperta la cella frigorifera, era ancora vivo. L’uomo, accorso nei locali, si presentò con una accetta ponendo definitivamente fine alla vita dell’animale.

Il fatto, denunciato dai Servizi Veterinari di Bressanone, venne poi archiviato nel febbraio del 2012 per “mancanza dell’elemento soggettivo del reato”. Anche in quel caso il cane era vecchio e malato. Trattavasi di una azione resa necessaria dalle condizioni di salute del cane senza intenzionalità di maltrattare (vedi articolo GeaPress).

Questa è una triste storia – riferisce a GeaPress Manuela Mescalchin – A mio avviso non ha prevalso la ragione. L’anziano – ha aggiunto la responsabile animalista – avrebbe potuto rivolgersi al veterinario di zona e se vero che il povero animale era malato da tempo e senza speranza , farlo addormentare, garantendo una dolce morte all’amico a quattro zampe che gli era stato accanto fedelmente e affettuosamente per ben 14 anni e che per nessuna ragione lo avrebbe mai tradito.”

L’anziano di Ganda di Sopra è stato denunciato per uccisione e maltrattamento di animali.

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