GEAPRESS – Gli inquirenti hanno pochi dubbi su chi ha organizzato l’ennesimo traffico di cuccioli di cane provenienti dall’est: si tratterebbe delle stesse persone  responsabili di altri traffici, alcuni dei quali già bloccati dalle Forze dell’Ordine nei mesi scorsi. Una sorta di organizzazione alla quale apparterrebbero ungheresi ed italiani, tra cui un commerciante di animali della provincia di Udine, un bolognese ex commerciante di animali ed il responsabile di un negozio di animali di Lecce.

Questo è quanto emerge dalle indagini avviate dal Commissariato Santa Viola della Questura di Bologna. Indagini che si sono avvalse della collaborazione del NIPAF di Bologna del Corpo Forestale dello Stato, della ASL e della Polizia Municipale.

L’occasione è data dal nuovo sequestro di cuccioli provenienti dall’est. Questa volta l’intervento è scattato durante la trattativa per l’acquisto degli animali.

Un furgone targato Lecce e un auto si trovavano ferme in via Bertocchi, in zona Stadio, a Bologna. La scena viene notata da una volante del Commissariato di Santa Viola impegnata nel controllo del territorio. All’avvicinarsi degli agenti, il comportamento dei tre uomini cambia, sono nervosi, forse troppo. Gli agenti decidono quindi di perquisire il furgone e all’apertura delle portiere la sorpresa. 65 cuccioli di cane, tutti di razza e tutti piccolissimi, molti hanno meno di tre mesi. I poveri animali si trovavano al buio dentro piccole gabbie o bacinelle di plastica, nessuna ciotola per l’acqua o per il cibo.

I tre uomini fermati sono due cittadini ungheresi e un bolognese ex commerciante di animali con precedenti sempre per lo stesso reato: traffico di cuccioli. L’uomo si sarebbe difeso dicendo che stava contrattando l’acquisto di un solo cane, per sé, ma è una versione che ha convinto poco. Gli ungheresi hanno dichiarato che la destinazione finale del viaggio era un negozio di animali di Lecce, anch’esso già indagato in passato per traffico di cuccioli. Ma il furgone aveva già fatto una tappa: altri cuccioli erano già stati consegnati ad un commerciante di animali in provincia di Udine.

Si tratterebbe, quindi, di una rete ben avviata e collaudata, responsabile di altre tratte di cuccioli. Gli inquirenti non si sbilanciano ma è verosimile che sia la stessa struttura criminale responsabile, ad esempio, del carico di cuccioli sequestrati lo scorso novembre dal NIPAF di Bologna del Corpo Forestale dello Stato (vedi articolo GeaPress).

La Polizia sta ora esaminando la documentazione ritrovata in possesso degli ungheresi. Alcuni certificati sono risultati palesemente falsi, altri invece saranno oggetto di verifica.

Ciò che fa più piacere è la gara di solidarietà che si è scatenata intorno ai cuccioli sia fuori che dentro il Commissariato – ha dichiarato a GeaPress il Vicequestore Aggiunto dott. Giovanni Preziosa, Dirigente del Commissariato Santa Viola –  Siamo stati sommersi da richieste di adozione e in tanti si sono offerti di dare una mano nell’accudire i cuccioli. Intanto – ha aggiunto il dott. Preziosa – attendiamo la convalida del sequestro da parte del Magistrato che poi dovrà disporne l’adottabilità. Noi ci siamo già proposti quali tutori degli animali e stiamo indagando sulla rete organizzativa dei trafficanti.”

I reati contestati ai soggetti coinvolti sono molti ma, come sottolineato dagli stessi inquirenti, nessuno prevede l’arresto in flagranza di reato a cominciare proprio dal maltrattamento di animali. Sarebbe possibile nel caso venisse riscontrata l’associazione a delinquere, cosa non semplice, però, da  accertare. Quindi i soggetti coinvolti, recidivi, sono stati denunciati a piede libero. Adesso si spera nell’azione della magistratura.

I cani, intanto, sono stati trasferiti al canile comunale di San Giovanni (BO).

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