boccone avvelenato
GEAPRESS – Bocconi avvelenati sparsi senza apparente tregua. Il miscuglio letale si prepara facilmente dal momento in cui in maniera incredibilmente comoda ed economica è possibile venire in possesso di importanti quantità del principio attivo potenzialmente letale. E’ questo, per gli addetti ai lavori, il nodo essenziale della vicenda.

Negli ultimi giorni sono vari gli allarmi di esche avvelenate che gli animalisti hanno lanciato in più parti d’Italia. In alcuni casi si sono registrate le reazioni degli Enti preposti. E’ successo ad esempio a Limatola in provincia di Benevento. Il Sindaco, con propria Ordinanza, ha vietato l’accesso dei cani padronali nelle aree dove sono morti animali. Un fenomeno, questo, non nuovo per il comprensorio quasi al confine con la provincia di Caserta.

Ad Imperia, nell’alta Valle Argentina,  l’allarme è stato lanciato dalla Polizia Provinciale.  Una significativa dichiarazione è pervenuta dall’assessore alla caccia Paolo Leuzzi. La causa della morte di alcuni cani sarebbe da ricercare nel tentativo di uccidere i pochi lupi della zona.

Forse da collegare ad antipatie in ambiente venatorio, quanto invece occorso in Valle Trompia (BS), dove sarebbero morti proprio alcuni cani da caccia. Il Sindaco di Bagolino ha già emesso una specifica Ordinanza ma rintracciare i responsabili, a Brescia come in qualsiasi altra parte d’Italia, non è affatto semplice. I bocconi, infatti, possono presentarsi di dimensioni minute e l’intingimento con una miscela satura di veleno è alla portata di tutti. In Valle Trompia, sembra sia stato usato lardo e pancetta. Poi il veleno, ovviamente.

I sintomi generali si dividono in due categorie di massima. Convulsioni, bavazione e spasmi mortali caratterizzano in genere i prodotti di sintesi chimica utilizzati in agricoltura. Lumachicidi a base di formaldeide, sono i prodotti che vanno per la maggiore. Sostanze che perdurano nell’ambiente e che possono avere effetti pericolosi anche per l’uomo. Questo nel caso si venisse  accidentalmente in contatto con la polpetta o altra esca. Basti considerare, ad esempio, un bambino che senza volerlo porta le mani accidentalmente contaminate in bocca. Il micidiale veleno passa attraverso le mucose mentre, se presente in concentrazioni elevate, può dare disturbi anche per semplice inalazione. La seconda categoria è invece rappresentata dagli anticoagulanti, molto usati nella composizione dei veleni per i topi. Il cane, o altro animale che ne dovesse ingerire anche piccole quantità, muore per emorragia. Il sintomo più evidente sono le abbondanti feci liquide e nere. Segue un lungo elenco di veleni, come il cianuro di potassio o la stricnina, ed altri metodi molto più artigianali.

La legge si trova ancora una volta impreparata. Solo in pochi casi si è avuto modo di rintracciare l’avvelenatore. Le Forze dell’Ordine sono ricorse a telecamere nascoste, specie nei luoghi di campagna. Le pene previste dal reato di maltrattamento o uccisione di animali, non sono però particolarmente significative (non è possibile neanche l’arresto in flagranza) e non è semplice ottenere in tal maniera un deciso stimolo investigativo.

Sul piano amministrativo, vale la più volte reiterata Ordinanza del Ministero della Salute che dispone la bonifica dei luoghi e precisi compiti per Sindaci e Veterinari. Non è una legge e le disposizioni ivi contenute sono ora integrate nel cosiddetto Decreto omnibus del Ministro della Salute Beatrice Lorenzin. Messo a disposizione dei lavori parlamentari, ha rischiato di rimane bloccato nella recente annunciata crisi di governo.

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