bull terrier
GEAPRESS – Secondo il Corpo Forestale dello Stato, sarebbero stati detenuti in condizioni estreme non idonee alla loro natura. Undici cani Bull terrier, trovati nel biellese all’interno di un casolare privato, sono così divenuti oggetto di una operazione di polizia  coordinata dalla Procura della Repubblica di Trieste e condotta dal Nucleo Investigativo Provinciale di Polizia Ambientale e Forestale (NIPAF) di Biella e dalla Guardia di Finanza di Trieste.

Facile immaginare che dietro l’intervento oggi comunicato, vi sia l’ipotesi del traffico di cuccioli dall’est europa. Stante quanto riportato dalla stessa Forestale le investigazioni hanno infatti comportato il monitoraggio dei transiti dall’Europa dell’Est. Questo lavoro è stato svolto proprio dalle Fiamme Gialle triestine.

Le perquisizioni svolte durante l’operazione ed alla quale hanno collaborato anche medici veterinari, hanno consentito di rinvenire all’interno di un casolare gestito a livello familiare, gli undici cani. Secondo la Forestale gli animali sarebbero stati impossibilitati a muoversi in quanto rinchiusi dentro piccole gabbie e senza adeguate cure mediche. Alcuni di loro sarebbero inoltre apparsi in condizioni particolarmente gravi. Un cane, infatti, aveva perso la normale capacità alla deambulazione mentre altri, stante le prime risultanze investigative, presenterebbero gravi forme di congiuntivite e dermatite forse dovute al continuo sfregamento del muso all’interno delle gabbie. Comportamento forse dettato dalla speranza di raggiungere spazi all’aperto. Un altro cane avrebbe inoltre evidenziato una forma già gravemente sviluppata di neoplasia.

Oltre agli animali, sono stati sottoposti a sequestro vaccini e medicinali che sembrano essere stati detenuti illegalmente. Poi finanche pugnali e munizioni da caccia.

I responsabili ai quali era riconducibile  l’allevamento abusivo, sono stati denunciati per maltrattamento di animali e detenzione di armi.

Da oggi agli undici Bull terrier saranno garantite le cure di un’associazione ambientalista di Biella, alla quale sono stati affidati. I volontari stanno ora provvedendo al recupero della piena efficienza psicofisica degli esemplari. L’auspicio è quello di poter procedere quanto prima alla loro assegnazione a nuclei familiari capaci di assicurarne il corretto mantenimento e condizioni idonee alla loro natura.

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