merlo freccetta
GEAPRESS – E’ morto nonostante le cure prestate dai Veterinari del Centro Recupero Animali Selvatici di Valpredina, gestito dal WWF. Un maschio di merlo trafitto da una freccetta metallica che lo aveva trapassato dalla base del collo fino al lato sinistro del torace.

Un atto di gratuita crudeltà sul quale si ignorano le cause. Bracconaggio o stupido gioco?

In questi giorni sono stati diversi gli animali tornati in natura grazie all’attività del Centro. Gli ultimi ad essere liberati sono stati un bellissimo Sparviero  ed un Gheppio (entrambi rapaci diurni) ed un Allocco, ovvvero un rapace notturno, in fase rosa. Nei giorni scorsi, invece, avevano riconquistato la libertà ben 18 Civette, un primo  Gheppio, una Volpe, un Gabbiano reale ed un Nibbio bruno, recuperato a seguito di un trauma da impatto.

Purtroppo, nel caso dovesse essere individuato il tiratore di freccette, rischia, in base alla legge sulla caccia, una debole sanzione penale di natura contravvenzionale. Potrà comunque utilizzare la recente legge che impone, a determinate condizioni, l’impunibilità. Non molto significativo anche il reato di maltrattamento ed uccisione di animali. Nonostante siano dei reati-delitti (più pesanti rispetto a quelli di contravvenzione) prevedono pene troppo basse per rendere veramente efficace la reclusione. Nulla può essere contestato nel caso di colpa. Si tratta, infatti, di reati che puniscono le condotte dolose; occorreva, cioè, la volontà di colpire il povero merlo. Anche questi reati, come recentemente confermato dal Tribunale di Milano, possono essere considerati dalla legge sull’impunibilità.

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