GEAPRESS – Richiesta urgente dell’OIPA, sezione di Bergamo, al Corpo Forestale di Almenno. All’interno del bosco di Almenno San Bartolomeo (BG) c’è un piccolo lager per cani, dicono i volontari dell’OIPA.

Un gabbione arrugginito suddiviso in tre angusti spazi all’interno dei quali sono rinchiusi 10 cani da caccia, per la maggior parte beagle, tra cui un cucciolo di circa 4 mesi. Accanto alla gabbia, una grossa mannaia conficcata in un ceppo di legno, probabilmente utilizzata per scuoiare gli animali cacciati. La gabbia non ha una tettoia che ripari gli animali dalle intemperie, ma solo un telo di plastica di dimensione insufficiente a coprirli tutti, tanto che i cani sono stati trovati completamente bagnati a causa della pioggia.

I cani hanno potuto bere solo grazie all’acqua piovana, ritrovata putrida all’interno delle ciotole, in quanto un ulteriore sopralluogo effettuato in una giornata asciutta ha permesso di verificare che le ciotole, anche quelle probabilmente destinate al cibo, erano altrimenti vuote. Uno dei cani presentava un ferita alla schiena.

Appare chiaro che si tratta di cani utilizzati per la caccia e poi rinchiusi in gabbia, proprio come si fa con uno strumento quando non serve più – ha commentato Davide Ambrosone, delegato OIPA Bergamo – Sono realtà purtroppo molto diffuse nel bergamasco, il cane da caccia non è un compagno di vita per molti cacciatori, ma solo un ausilio, al pari del fucile. Tuttavia la legge tutela questi animali e tali condizioni di detenzione sono completamente incompatibili con le caratteristiche etologiche del cane in quanto negano loro le più elementari condizioni di benessere fisico e psicologico.”

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