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GEAPRESS – La Lega Nazionale per la Difesa del Cane si costituirà parte civile nel procedimento giudiziario ai danni di chi, a Belpasso (CT), ha imbracciato uno dei suoi fucili ed ha sparato contro un cane, uccidendolo (vedi articolo GeaPress ).

Il responsabile, oltre a rispondere per il reato di cui all’ art. 544 bis c.p. (uccisione di animali), dovrà rispondere anche di detenzione illegale di armi alterate e munizionamento.

Secondo Flavia Curcio, volontaria della Lega Difesa del Cane di Catania – la Sicilia è però un continuo scenario di violenze sugli animali. “Nella nostra provincia – ha dichiarato la volontaria animalista – il randagismo è un fenomeno ormai fuori controllo, a causa di anni di cattiva gestione di questo fenomeno, sia da parte delle Autorità competenti che da parte di proprietari incoscienti. Purtroppo – ha aggiunto Flavia Curcio –  in assenza di una seria politica di controllo delle nascite, di identificazione e iscrizione di tutti i cani all’anagrafe regionale, nonché di vigilanza da parte degli Enti preposti, non si poteva avere esito diverso“.

I volontari denunciano altresì come siano proprio loro ad essere tempestati ogni giorno da richieste di aiuto e segnalazioni, alle quali spesso non arrivano a dare seguito. Mancanza di rifugi e costi insostenibili. Ad oggi, spiega la Lega Nazionale per la Difesa del Cane, nessuno dei 58 Comuni della  provincia si è dotato di un proprio rifugio e le normative nazionali e regionali sono da sempre disattese. Gli stessi Comuni, inoltre, richiedono sovente l’intervento dei volontari non essendo più in grado di sostenere le spese di mantenimento dei cani nei canili privati con i quali sono convenzionati.

Comunque in pochi per coprire il fabbisogno di un’intera provincia. “Il ricovero in un canile – spiega Flavia Curcio – è previsto solo per i cani morsicatori e per quelli incidentati. Tutti gli altri, ovvero migliaia, sono abbandonati a se stessi o affidati al buon cuore di volontari e cittadini che se ne prendono cura, restando quindi in balia di qualunque pericolo.”

La cronaca riporta sempre più spesso episodi di avvelenamento, di maltrattamento e di uccisione di animali con metodi violenti, adducendo come motivazione il pericolo derivante dalla presenza di randagi. C’è poi il “presunto”, riferisce sempre la Lega Difesa del Cane, senso civico di mantenimento del decoro urbano.

L’uccisione del cane di Belpasso è avvenuto in pieno giorno, nel centro abitato, creando una situazione  pericolosa non solo per i cani ma anche per le persone che potevano rimanere ferite dall’esplosione dei colpi.

La volontaria della Lega del Cane conclude con una promessa e un’invocazione: “Non possiamo permettere che episodi come questo passino sotto silenzio e restino impuniti. Intendiamo costituirci parte civile nel processo, per rappresentare il diritto alla vita di ogni essere senziente. Al contempo insistiamo nel chiedere che i Comuni provvedano a creare le necessarie strutture di accoglienza, facendosi carico delle proprie responsabilità ottemperando alle leggi, così da mettere i volontari in condizione di poter operare nel migliore dei modi. Anche se ci sentiamo abbandonati dalle istituzioni – ha concluso Flavia Curcio –  continueremo a combattere con ogni mezzo la crudeltà e l’indifferenza, ovvero due mali che vanno di pari passo, facendo tutto ciò che ci è possibile per tutelare i diritti dei randagi catanesi, nell’attesa che gli enti preposti aprano gli occhi”.

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