GEAPRESS – E’ una delle razze più tipicamente utilizzate nei combattimenti tra cani, anche se in Italia riscontra un discreto successo tra allevatori ed appassionati non afferenti all’ambiente. Mistero, dunque, sulla reale destinazione dei sei Stafford Shire bull Terrier sequestrati, come da comunicazione pervenuta nella giornata di ieri, a seguito dell’intervento dell’Ufficio delle Dogane di Bari, con la collaborazione dei militari della Guardia di Finanza e dei funzionari del Nucleo Operativo CITES del Corpo Forestale dello Stato.

Ad essere denunciati due montenegrini sbarcati al porto del capoluogo pugliese. In alcuni trasportini i due uomini stavano illecitamente importando in Italia i sei cani.

Gli animali, dai controlli effettuati risultavano privi di microchip e per tale motivo i libretti sanitari che li accompagnavano non era possibile riferirli con certezza agli stessi. Inoltre, i medesimi libretti non hanno valenza legale in Italia.

Gli animali, controllati dai veterinari intervenuti sul posto, sono stati ritenuti in buone condizioni di salute anche se alcuni di loro presentavano sul manto piccole crosticine. I cani posti sotto sequestro, sono stati affidati in custodia giudiziale all’Associazione L.A.D.A. di Bari.

Si tratta di tre maschi e tre femmine, di varie età tra cui due cuccioli. L’ipotesi investigativa si basa comunque sul fatto che fossero destinati al mercato nero.

Il reato contestato è la violazione della legge 201 del 2010 sulla ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia.

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