GEAPRESS – L’intervento non deriva da segnalazioni. Un controllo del territorio da parte del Corpo Forestale dello Stato, Stazione di Alberobello, in località Cocola nei pressi di Locorotondo (BA).  Venerdì scorso, intorno alle 17.00, l’attenzione dei Forestali è stata attirata da un gruppo di catapecchie. Impossibile pensare che tra quei rottami, potessero esserci degli animali. Figuriamoci ipotizzarlo per delle persone. Ed invece, una coppia di anziani coniugi, titolari dei numerosi animali ritrovati, ed un intera famigliola fatta di figli e nipoti. Poi, nelle stesse catapecchie, otto cavalli, quattro bovini, sette suini, conigli, polli e sette cani. Tutti magrissimi e destinati, cani a parte, al macello.

I cani, 6 adulti e tre cuccioli, tutti meticci erano stati prelevati dalla strada ma considerato gli accumuli di escementi e gli spazi angusti (i cuccioli venivano tenuti in una gabbia per conigli) era meglio, commentano gli inquirenti, che non fossero mai stati presi. Alle condizioni igieniche disastrose anche la denutrizione. In alcuni cani si potevano contare le ossa, sottolineano i Forestali.

L’arredo a completamento dei luoghi, era costituito da indescrivibili ammassi di rottami di frigoriferi, resti di balconi, tapparelle, lavatrici rotte, reti di materasso, serrande, porte, finestre e tanto letame. Forse, quest’ultimo, non intenzionalmente usato per completare quella che di fatto appariva come una discarica, ma comunque impossibile da non notare. Tutto abusivo, ovviamente, ivi compresa la detenzione di animali nessuno dei quali provvisto di certificati identificativi.

Gli inquirenti stanno ora appurando in quale macello erano destinati, dal momento in cui l’uomo appariva assolutamente sincero anche quando gli increduli Forestali continuavano a domandargli cosa se ne facesse di animali così malandati e denutriti.

Mentre i bovini erano adagiati sopra dei cumuli di letame, i cavalli erano detenuti nelle baracche tra ferraglie e rifiuti di ogni tipo. Tre vitelli, sempre tra il letame, languivano in uno spazio di appena sei metri quadrati. I caprini, invece, erano ammassati in una baracca piena di sterco, alta appena un metro  e mezzo. Tutti lì dentro, dentro la scatoletta di metallo.

Scontata la denuncia per i due coniugi, oltre che per maltrattamento di animali, anche per la violazione di numerose norme sanitarie e sullo smaltimento dei rifiuti.

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