GEAPRESS – Un cane, legato alle zampe posteriori e forse così ucciso. A prescindere se qualcuno lo ha legato ancora vivo oppure già morto, sul corpo del povero cane erano visibili le tracce di bruciature. Forse uno smaltimento illecito non riuscito, ma quello che rimane difficile da capire è il perchè qualcuno abbia poi tentato di “tosarlo” sul collo.

Il fatto è avvenuto in aperta campagna nei pressi di Balestrate (PA). Il povero cane, però, rimarrà molto probabilmente un totale mistero. L’area del ritrovamento, infatti, è particolarmente complicata da raggiungere per chi, nel luogo, si trovava in una estemporanea passeggiata. Un dedalo di stradine, tra casette e coltivi, che fino ad ora ha reso impossibile raggiungere l’esatto punto ove, appena poche ore prima, era stato fotografato il cane. Facile a perdersi, insomma.

La persona che ha trovato il cane così stranamanete ridotto, è però attendibile e per rintracciare il luogo si è messa in atto una vera e propria “caccia” ai resti. Alle ricerche ha partecipato anche Enrico Rizzi, coordinatore nazionale del Partito Animalista Europeo. “Chi ha fotografato il cane è assolutamente attendibile – ha riferito Rizzi a GeaPress – purtroppo i luoghi sono un po’ difficili da tenere a mente“.

Un cane morto legato per le zampe posteriori, potrebbe comunque essere spiegato come una diffusa maniera di smaltire illecitamente i resti di un investimento come di un avvelenamento di randagi vicino casa. Legato con una corda, viene così trascinato con un autoveicolo. Questo fino ad un luogo abbastanza distante dal ritrovamento. Sulla carcassa viene poi appiccato il fuoco. Chissà perchè, nel caso di Balestrate, c’erano pure i ciuffi di pelo strappati dall’area del collo. Forse un animale selvatico, oppure il tentativo di provare ed estirpare il microchip. Questo, però, si potrà sapere solo se il cane verrà ritrovato.

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