cane antiveleno II
GEAPRESS – Nuovi avvelenamenti di animali che, almeno negli ultimi casi, hanno fatto registrare un deciso intervento delle Autorità.

Dopo il comunicato del Sindaco di Palermo, emanato a seguito di un episodio di avvelenamento avvenuto in centro città, anche il vice Sindaco di Corigliano (CS) ha preso posizione a seguito del sospetto avvelenamento avvenuto nel quartiere Matassa.

Il vice Sindaco Guglielmo Caputo ha infatti reso noto nei giorni scorsi di avere ottemperato a quanto previsto dall’Ordinanza del Ministero della Salute, allertando le autorità di polizia al fine di avviare una indagine, oltre che quelle sanitarie. Il vice Sindaco ha inoltre definito quanto avvenuto un grave atto di inciviltà intollerabile anche per l’immagine delle cittadina. “Vogliamo accertarci, innanzitutto, – ha dichiarato il vice Sindaco Caputo – che si è trattato realmente di un gesto barbaro dopodiché faremo il possibile per risalire ai responsabili e perseguirli con il massimo delle sanzioni previste dalla legge“.

Più complesso quanto avvenuto nel Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, dove ben diciassette esche avvelenate sono state individuate dal Nuclei Cinofili Antiveleno operanti grazie al progetto Life Antidoto, condotto in questa operazione dal Corpo Forestale dello Stato.

L’area di intervento è quella “Pontone” del Comune di Brittoli (PE) e il ritrovamento, purtroppo, si è accompagnato anche all’individuazione delle prime numerose vittime del veleno. Si tratta di sei cani da tartufo. Le ricerche, però, avevano preso avvio la settimana scorsa nel vicino Comune di Corvara quando una volpe era stata trovata morta a seguito di sospetto avvelenamento (nella foto con accanto il cane antiveleno).  Sospetto che è stato poi avvalorato dalle analisi dell’Istituto Zooprofilattico G. Caporale di Teramo.

Le analisi hanno inoltre dimostrato che la sostanza utilizzata a Brittoli era la stessa ritrovata nella volpe. Si tratta, riferisce la nota del Parco Nazionale, di un prodotto estremamente tossico capace di portare alla morte in pochi minuti.

Un fatto grave ancorchè l’area interessata era da  oltre un decennio esente da tale fenomeno. Sempre il Parco Nazionale fa sapere come sia probabile la presenza di altre esche ancora da individuare. L’intera area è frequentata dai cercatori di tartufi.

Per questo motivo sono stati coinvolti i Sindaci dei Comuni di Brittoli, Corvara e Carpineto della Nora, affinché siano messe in atto tutte le misure di prevenzione rese obbligatorie dalla stessa Ordinanza Ministeriale. A rischiare sono sia gli animali domestici che selvatici e per questo è altresì  necessaria una capillare azione di informazione dei cittadini.

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