avvelenato
GEAPRESS – Una cagnetta ben voluta da tutti, come testimoniano i numerosi scatti che i passanti, ben volentieri, amavano fare con Tigrotta. Alle due del mattino del 23 agosto, però, è stata trovata in fin di vita da una volontaria dell Associazione Canisciolti onlus di Avola (SR). Una telefonata di un amico: Tigrotta è sulla spiaggia della tonnara di Avola, in preda a convulsioni, schiuma e sangue alla bocca. Per lei, purtroppo, non c’è stato più nulla da fare. Gli esami tossicologici di cui è incaricata l’ASP, dovranno ora confermare l’ipotesi più probabile: avvelenamento.

Se ne è andata cosi – riferiscono i volontari – per mano di qualche infame umano, gli stessi umani di cui lei si fidava ciecamente“.

Tigrotta era un “ cane di quartiere”. Per la legge siciliana in materia di randagismo, si intende un cane sano, inserito nel contesto sociale in cui vive e quindi non pericoloso. Tigrotta aveva tutti questi requisiti ed in più una docilità infinita; era affidata ai volontari ma in verità ai cittadini Avolesi sensibili (e sono tanti) ai quali ricercava coccole e che ricambiava con infinita dolcezza. “La piccola – aggiungono i volontari – amava i bambini e spesso andava per le scuole a salutarli; così come amava ricevere coccole dal primo passante che incontravaPer lei erano tutti amici e, forse, anche per questo è stato facile offrirle il boccone che l’ha uccisa. In passato abbiamo cercato una casa per lei, ma era troppo abituata alla sua vita in libertà“.

Tigrotta amava il suo territorio e anche quando in varie occasioni(capodanno- maltempo) gli si offriva ospitalità in casa, lei accettava volentieri, ma poco dopo voleva tornare alla sua vita, in libertà.

Non sappiamo ancora chi è stato – spiegano i volontari – ma è stato avviato l’ iter legale e gli accertamenti previsti in questi casi, ma certo che in questi giorni è successa qualcosa di inquietante: infatti, risale al 19 Agosto scorso un messaggio su un social network indirizzato al sindaco,in cui si minaccia di decapitare i cani di quartiere.

Tigrotta rimane nei cuori di chi l’ha amata e rispettata, come si addice ad una società civile che ama e rispetta tutte le creature.

Per lei come per tutte queste creature vittime di ignoranza, crudeltà, arroganza, cerchiamo giustizia. In nome suo continueremo a proteggere i cani di quartiere, socialmente inseriti, e per questo ci stiamo attrezzando”.

E’ utile ricordare che il randagismo è il risultato dell’abbandono e di maltrattamento. Per questo è arrivato il momento che chi di dovere faccia rispettare la legge: inserimento di microchip, controlli e repressione per chi non custodisce il proprio cane con responsabilità.

Arrivederci Tigrotta, adesso sei libera e lo sarai sempre,ti promettiamo che di te non ci dimenticheremo e ti renderemo giustizia“.
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