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GEAPRESS – Molto probabilmente si tratta di avvelenamento da pesticidi. Sei cani, di cui quattro cuccioli, rinvenuti stamani ormai morti dai volontari  della sezione di Avola (SR) dell’associazione Canisciolti ONLUS.

Uno dei cani adulti  era  la madre dei cuccioli che erano stati partoriti presso una azienda agricola di  contrada Mutubè.  Sono stati proprio alcuni lavoratori della stessa azienda ad avvisare i volontari che già si prendevano cura dei cani. Nei prossimi giorni era peraltro prevista la sterilizzazione della cagna, mentre per i cuccioli era stato avviato l’iter sanitario propedeutico all’adozione.

Purtroppo, riferisce una nota dell’associazione Canisciolti i volontari non li hanno potuti salvare dalla mano umana che ha deciso e pianificato il loro massacro.

Nei luoghi è rimasta un’unica sopravvissuta. Una cucciola trovata adagiata alla madre ormai priva di vita.

Ad intervenire la Polizia Municipale, il personale del settore randagismo del Comune ed il  veterinario dell’ASP. Proprio quest’ultimo ha confermato che i cani non non sono morti contemporaneamente; il maschio adulto, infatti, mostrava già segni di decomposizione. Molto probabilmente il posto era stato disseminato di esche in vari punti.

Dei fatti verrà informata la Procura della Repubblica mentre dalle analisi di laboratorio si cercherà di stabilire la sostanza letale utilizzata. La cucciola sopravvissura, invece, è ora al sicuro, accudita dai volontari dell’associazione che sperano di poterle dare presto una famiglia.

Il caso – rileva l’associazione Canisciolti – ripropone l’annoso problema della tolleranza nei confronti di creature indifese che non fanno male a nessuno, sani ed accuditi amorevolmente, liberi nel territorio così come le norme  in materia della regione siciliana prevedono. Il maltrattamento degli animali e la loro uccisione è oggi punito severamente dalla Legge, ma occorre smuovere il muro di omertà che spesso accompagna questi eventi . Cosa fare? Denunciare, sensibilizzare alla convivenza pacifica fra uomo ed animali da affezione, reprimere comportamenti  ed atti di crudeltà gratuita  così come prevede la Legge.  Avranno giustizia queste povere creature?

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