GEAPRESS – Migliorano, sebbene lentamente, le condizioni di Briciola, la cognolina portata in fin di vita a colpi di bastone da un trentunenne di Gricignano di Aversa, in provincia di Caserta (vedi articolo GeaPress). Ieri, alla vista delle persone che l’accudivano in strada, è sembrato riconoscerle. Con lo sguardo le ha seguite, ha accettato dalle mani un pò di cibo e si è fatta grattare il pancino come quando se ne stava in strada fino a quella maledetta sera.

I testimoni avrebbero confermato la loro versione, nessuna giustificazione, cioè, per l’insano gesto. Il picchiatore, invece, avrebbe sostenuto la tesi dell’aggressione, cosa un pò difficile da accettare per una cagnetta così piccola che si faceva finanche grattare il pancino. Secondo indiscrezioni la tesi della difesa sarebbe quella che la cagnolina ha prima aggredito un coniglio, minacciando poi moglie e figlio di sedici mesi del picchiatore. In attesa di verifica, anche la segnalazione pervenuta circa la ricerca di un Medico che certifichi il trauma da aggressione del bimbo di 16 mesi.

La mancanza del dolo, secondo l’ambigua norma che dovrebbe punire il maltrattamento di animali in Italia, esclude il reato valido, infatti, solo per le condotte colpose. Per la contestazione deve pertanto esserci la volontà di maltrattare o uccidere. Viceversa, il reato non è stato commesso. Anche un avvocato alle prime armi suggerisce come comportarsi in questi casi, ovvero escludere ogni volontà di commettere il delitto. Tutto pertanto, sembra doversi sviluppare sulla credibilità di una ipotesi di aggressione da parte della cagnolina. Salvo che l’imputato, una volta considerato il materiale probatorio, non decida di accettare un possibile Decreto Penale di Condanna, ovvero pena ridotta e senza andare in dibattimento. Circa la pena, poi, nelle ipotesi di reclusione, questa è ben al di sotto della soglia di punibilità. A casa, insomma, anche a condanna definitiva. Per il picchiatore, bene che vada, una ammenda.

Povera cagnetta. Paralizzata, con l’edema cerebrale ed ora, se confermata la versione della difesa, pure accusata di aggredire conigli e scioccare piccoli bambini.

I Carabinieri, intanto, continuano l’indagine che ben presto potrebbe portare alla comunicazione, presso la Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, dell’ipotesi di reato di maltrattamento di animali. Il Movimento Animalista di Aversa, Associazione Dian Fossey si costituirà parte civile. 

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