GEAPRESS – Quante volte è capitato di sentire di cani o gatti costretti a stare sempre nel balcone?

Bisogna provare la continuità della detenzione, e questo, diciamolo francamente, è una giusta precauzione. Per una antipatia con un vicino nessuno vorrebbe finire nei guai per il proprio cane che per qualche ora al giorno (magari non chiuso fuori) si gode il sole. Non è però neanche giusto il contrario, farla cioè franca in buona parte dei casi. Trovare la disponibilità di tempo di un Pubblico Ufficiale a certificare la continuità della detenzione in balcone o comunque in spazi esterni, non è cosa semplice. Il trucchetto della mancata continuità, è arcinoto anche per evitare fastidiose complicazioni su ben altre detenzioni in cattività.

Nei primi pareri rilasciati dal Ministero dell’Ambiente sulla detenzione degli elefanti nei circhi, era espressamente indicato il divieto di detenzione alla catena. Ora, chissà perchè, il divieto è stato annacquato in una semplice raccomandazione e l’elefante alla catena è consentito se momentaneamente costretto per motivi di salute o sicurezza. Troverete mai un circense che dichiarerà il contrario?

Diamo per scontato che il proprietario del cane o del gatto venga infine denunciato. Cosa rischia? Il maltrattamento (ovvero il reato delitto di cui al 544/ter) può essere contestato se il presunto colpevole aveva intenzione di maltrattare (valgono, infatti, solo le condotte dolose). Se era invece negligente, valgono solo le previsioni di inidonee condizioni di detenzione blandamente puntite dal reato contravvenzionale di cui all’art. 727 del Codice Penale (lasciamo perdere…).

Ovviamente nessuno chiede la forca, ma almeno una previsione di pena valida e soprattutto certa. Sebbene il 544/ter ed il 727 prevedano l’arresto, questo difficilmente scatterà. Varranno le multe o le ammende a secondo del tipo di reato, ed ammesso che la condanna diventerà definitiva. In ogni caso, neanche nell’uccisione di animali (544/bis), mai è previsto l’arresto in flagranza di reato.

Ieri, in Ohio, una donna di Vermilion, Sandy Hayslett (nella foto a fianco), è stata arrestata dopo che la Polizia l’aveva scoperta aver lasciato all’aperto i suoi due cani durante tutta la notte. Uno dei due, uno Shih Tzu di circa tre anni, sembrava essere morto proprio di freddo. La temperatura, di notte, era di circa sei gradi. La donna è stata rilasciata dietro pagamento di una cauzione di 750 dollari, ma già il prossimo giovedì dovrà comparire innanzi al giudice. 

Come non pensare al pit bull (nella foto in alto) e agli altri animali morti di freddo nelle campagne di Poggibonsi (SI) lo scorso 20 dicembre (vedi articolo GeaPress) , e che sono ancora a tutt’oggi incredibilmente detenuti, senza essere mai stati sequestrati, nello stesso luogo ove hanno trovato la morte? (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).