GEAPRESS – Erano sistemati tra cavoli cotti e bagagli, i settanta fringillidi appartenenti a specie protetta sequestrati a seguito di un controllo dal Commissariato di Polizia di Sansepolcro (AR) sulla E45 Ravenna – Orte. Il fermo del furgone con targa bulgara è avvenuto all’altezza di Pieve Santo Stefano, in provincia di Arezzo. All’interno nove persone. Due conducenti e sette passeggeri. Destinazione dichiarata: Roma.

Aperto il portabagagli è iniziato il controllo di polizia. Tra valige e generi alimentari di ogni tipo, pure una sorta di bidone coperto da una stoffa. Il contenitore colava vistosamente e, rovinato in terra una volta tolto dal bagagliaio, ha rivelato il suo contenuto di cavoli cotti.

In mezzo a tale confusione pure un gabbione fatiscente di fattura artigianale. Tanto rovinato da presentare, in più punti, la rottura della rete. Da questa uscivano cardellini e fringuelli. Dodici di loro, durante il viaggio, avevano tentato la via di fuga, ma avevano trovato la morte nel caos generale di quel bagagliaio. In tutto, morti compresi, settanta fringillidi.

Nel tentativo di uscire il gabbione, un pò come per i cavoli, trovavano la via di fuga anche gli uccellini. I rimanenti sono stati consegnati ad un Centro di recupero. I controlli sugli animali sono stati eseguiti dai Forestali di Pieve Santo Stefano.

Il gabbione non aveva cibo così come acqua. I conducenti sono stati denunciati per maltrattamento di animali. Poi due violazioni amministrative per un totale di 3000 euro dovute alla mancanza di documentazione.

I conducenti rumeni avrebbero dichiarato di portare gli uccellini ad un ragazzo di Roma che li teneva a casa per passione. Secondo gli inquirenti, invece, è molto probabile che gli animali sarebbero stati destinati alla vendita.

La E45, riferisce la Polizia di Stato, è molto frequentata da pulmini che trasportano rumeni o altri cittadini dell’est Europa. Orte, di fatto, è alle porte di Roma.

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