GEAPRESS – Chi lo ha abbandonato, ne voleva certamente la morte. Quello che all’origine doveva essere un rottweiler era stato legato per benino con una corta catena, ad un albero di una strada secondaria delle campagne di Ardea (RM). Un luogo poco frequentato, a parte tre volontari che come tanti in Italia, ogni giorno, ed a proprie spese, sfamano gli animali abbandonati da altri.

Dovrebbero pensarci i Comuni essendo il cane randagio affidato alle loro cure, ma qui si aprirebbe un discorso senza fine.

Ad aiutare le tre volontarie, chiamando l’ASP interessata al prelievo,  è stato il Sig. Marcelli dell’associazione “Aiuto i randagi”.

Pesa appena 12 chili sebbene le sue dimensioni siano di un cane adulto. Forse ancora giovane, affetto da chissà quale malattia che lo ha ridotto pelle ed ossa. La zona viene di frequente visitata dai volontari e forse, solo per questo, il povero cane è stato fortunato. A lui è stato dato il nome di Lucky.

Ora è affidato alle cure di un veterinario che stabilirà quale patologia possa avere così sfigurato l’animale. Rogna o leishmania, sospettano i volontari che non hanno pensato due volte a spezzare la catena e caricarsi in macchina il povero cane. La prossima settimana sarà possibile sapere il risultato delle analisi.

Un secondo tremendo ritrovamento che fa seguito di poche ore a quello del segugio imbustato, forse già morto, e gettato in un canale di scolo in provincia dell’Aquila (vedi articolo GeaPress). Ennesima dimostrazione di cosa è in grado di fare gente senza cuore. Intanto per il cane di Ardea, grazie al lavoro dei volontari, uno spiraglio di speranza sembra riaprirsi. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).