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GEAPRESS – Una segnalazione pervenuta lo scorso mercoledi al Comando di Polizia Locale di Altamura (BA). Nei pressi di una proprietà privata, un canale di scolo con tre sacchi ed impercettibili movimenti.

Giunti sul posto, gli Agenti hanno subito capito che all’interno potevano esserci animali vivi. Contattato il servizio veterinario ASL, è stato così constatato che si trattava di un gesto nefando a danno di esemplari di fauna selvatica: più di 100 carcasse di colombi (Columba livia var.domestica) in stato di iniziale decomposizione, 5 i soli superstiti. Veniva per questo contattata la sezione LIPU di Gravina ed Altamura.

I sopravvissuti – riporta la volontaria della LIPU recatasi nei luoghi – presentavano gravi sintomi di stress quali incapacità di reggersi sulle zampe, pupille dilatate, respiro affannoso, dovuti al numero elevato di ore trascorse in condizione di anossia, digiuno forzato e prolungata esposizione ai raggi solari. Di facile immaginazione la sofferenza subita”.

Dalle osservazioni fatte si suppone che i colombi siano stati catturati, chiusi nei sacchi e violentemente percossi.

Chi può aver compiuto tale ignobile atto? Perché infliggere tali gravi sofferenze fisiche? È opera di un allevatore amatoriale che, non potendo più accudirli, ha pensato bene di liberarsene oppure, qualche ditta locale “specializzata” in bonifiche degli immobili da uccelli ritenuti dall’opinione pubblica infestanti?

La LIPU ricorda alle amministrazioni ed ai cittadini che al Colombo di città, grazie alla sentenza n. 2598 della Corte di Cassazione Sezione III Penale del 26 gennaio 2004, è stato riconosciuto lo status di specie appartenente alla fauna selvatica, quindi patrimonio indisponibile dello Stato in quanto esistono popolazioni di colombo che vivono stabilmente in stato di naturale libertà e che si riproducono naturalmente ai sensi dell’art. 2 L. 157/92, legge nazionale che TUTELA LA FAUNA SELVATICA.
Oltre alla Legge citata, un ulteriore aiuto per la tutela e la difesa degli animali, è dato dal codice penale, art. 544-ter ai sensi del quale: “Chiunque, per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche è punito con la reclusione da 3 mesi a 18 mesi o con la multa da 5 000 euro a 30 000 euro”.

Per questo chiunque compia un atto di violenza contro questi uccelli sta commettendo un reato; lo è in egual misura finanziare tali atti di violenza travestendoli da interventi di bonifica, conditi da falsi allarmismi e terrorismo informativo sulla potenziale zoonosi.

Esistono – aggiunge la sede LIPU – piani di gestione del Colombo, quindi questi atti non sono solo gravi, sono inammissibili!

La Lipu auspica che l’amministrazione cittadina voglia far luce sull’accaduto e raccomanda a chiunque abbia visto qualcosa di denunciare presso la Polizia Municipale.
Nella speranza di non dover più assistere a tali raccapriccianti manifestazioni di crudeltà nei confronti di questi uccelli, gli attivisti Lipu continueranno a vigilare.

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