GEAPRESS – I fatti sono accaduti la settimana prima di Pasqua. Max (nella foto durante il ricovero in clinica veterinaria), un gatto dal mantello rosso di circa due anni deceduto sabato 30 marzo ed una gatta ormai prossima al parto,  trovata squartata. Poi altri casi ancora, tutti riferiti ai Carabinieri di Alghero. Micetti bastonati ed un gatto lapidato.

Uno dei primi dei quali si è saputo è stato Max. Viveva nel centro storico della città. Un “privilegiato” rispetto ai componenti delle circa 50 colonie feline di Alghero. La notte, infatti, veniva accolto dal proprietario di un negozio. Max era conosciuto da tutti. Mansueto e pacioccone. Secondo Franca Spanu, responsabile dell’associazione “A-mici di Matisse”, Max amava l’essere umano. Si faceva accarezzare e coccolare. Forse, proprio questa confidenza, potrebbe però averlo tradito.

La sera del 25 marzo, il gatto non è più rientrato al “suo” negozio. Solo all’una del mattino, è stato sentito miagolare in maniera straziante. Gli avventori di un bar, uditi i lamenti, hanno subito avvisato il proprietario del negozio. Sabato 20, dopo interminabili giorni di sofferenza, il povero Max è morto. Secondo il referto Medico Veterinario, il micio sarebbe stato colpito con un oggetto appuntito penetrato vicino all’attaccatura della coda. L’oggetto, probabilmente a punta ricurva, ha staccato l’ultima vertebra della colonna. Devastanti i danni agli organi interni. Riversamenti di contenuti organici ed altro ancora.

Forse intolleranza per le colonie ma per Franca Spanu è probabile che per il povero Max abbia inciso in maniera negativa la sua innata confidenza con l’uomo. Qualcuno, infatti, potrebbe non averla gradita.

Ai Carabinieri di Alghero, sono state depositate due denunce, una delle quali della stessa associazione che in città accudisce una decina di colonie. L’altra, invece, di un commerciante dei luoghi.

L’associazione “A-mici di Matisse” ha cercato di coinvolgere il Comune ottenendo la risposta dall’Assessore all’Ambiente che ha predisposto la stampa di una locandina con i riferimenti di legge sui maltrattamenti oltre che condannare il gesto. Per Franca Spanu, occorre però il riconoscimento da parte del Comune delle colonie feline. Alcuni mesi addietro, la richiesta di sterilizzazione rivolta all’ASL aveva ricevuto un parere positivo, ma tale impegno poteva essere portato a compimento solo in data successiva al riconoscimento delle colonie da parte del Comune.

Il desiderio dei volontari, oltre a quello di un maggiore controllo, è anche la creazione di un’oasi felina. Un luogo, dicono i volontari, che abbia anche una valenza educativa, come quella promossa dall’associazione “A-mici di Matisse” con il coinvolgimento delle scolaresche in una prossima fiaccolata.

Franca Spanu invita a mettere una pietra sopra all’omertà. “Speriamo che il clamore sollevato da questi ultimi fatti, possa invitare a riflettere ed a denunciare il colpevole“. Max, il micione rosso, è stato colpito di giorno. Possibile che nessuno abbia visto?

Dei casi di maltrattamento se ne stanno ora occupando i Carabinieri di Alghero. L’Arma ha già incentivato i controlli ma, secondo gli inquirenti, sarà difficile, in mancanza di indizi, poter risalire ai colpevoli. Proprio ai Carabinieri, risulta un caso di maltrattamento risalente anch’esso a poco prima di Pasqua. Un gatto lapidato. Un nuovo tremendo episodio di insensibilità e crudeltà.

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