GEAPRESS – Saranno seguite direttamente dalla Procura della Repubblica di Como, le indagini conseguite al ritrovamento del cagnetto morto soffocato dal nastro adesivo. Qualcuno, dopo averlo legato per le zampe posteriori, gli aveva completamente coperta la testa, provocandone la morte per soffocamento (vedi articolo GeaPress).

Ora la novità. La vicenda, probabilmente, sarebbe da inquadrare in un atto intimidatorio rivolto alla giovane padrona, già sentita dalla Polizia Locale di Albavilla (vedi articolo GeaPress). La Polizia locale ha poi consegnato i primi atti istruttori alla Procura della Repubblica di Como, ma è probabile che la vicenda acquisista nuovi spunti di indagine.

Il cagnolino sarebbe solo stato la cima di un iceberg che forse non doveva venire a galla. La padrona, infatti, aveva solo constatato la sparizione del cane che venne però segnalato da persone estranee alla vicenda. Poco o nulla trapela dagli Uffici della Procura se non che trattasi di un atto strettamente legato alla comunità romena ed all’attività della giovane padrona del cane. Un fatto che potrebbe coinvolgere altre Procure, visto che agli accertamenti hanno evidenziato collegamenti con diverse città.

Di sicuro, a rimetterci, è stato il povero cagnetto. Legato per le zampe posteriori e poi avvolto nel nastro adesivo fino a morire soffocato. Nessun maniaco, dunque, ma un preciso messaggio intimidatorio che esclude del tutto ipotesi di maltrattamento derivanti anche da giochi di ragazzi e devianza minorile. 

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