GEAPRESS – Il ritrovamento è avvenuto mercoledì scorso nei pressi di Albavilla, in provincia di Como. Ad informare la Polizia Locale è stato un passante inorridito dal raccapricciante ritrovamento. Un povero cagnolino, un meticcio di circa tre anni, trovato con la testa avvolta nel nasto adesivo, tipo imballaggio. Sempre lo stesso nastro bloccava le zampe posteriori.

Sebbene il magistrato abbia disposto l’esame autoptico, gli Agenti della Polizia locale non nutrono molti dubbi sulla morte violenta del cane. Forse soffocamento, parrebbe la causa più probabile, ma questo, nel caso, lo dirà il risultato dell’autopsia. Di sicuro, chi ha combinato un lavoro di questo genere, sembra averlo fatto con cura, ovvero impiegandovi un certo tempo.

La possibilità che il cane sia in effetti morto soffocato grazie ai numerosi passaggi di nastro adesivo che hanno interamente coperto la testa, ivi comnprese le narici, potrebbe essere avvolorato dal fatto che le zampa posteriori erano bloccate. Un tentativo di bloccare il cane che si andava dimenando.

La cosa ha scosso tutti – dice a GeaPress il Commissario Federico Ciceri, Comandante della Polizia Locale – Nessuno di noi ricorda casi così particolari. Mai visto nulla del genere“.

Per ora la denuncia è contro ignoti. Il reato contestato è quello di uccisione, maltrattamento e sevizie. Il cane era munito di microchip e sembra essere intestato ad una cittadina romena residente a Tavernerio. La signora è già stata convocata ma deve ancora essere sentita dalla Polizia Locale, alla quale il Magistrato ha delegato le indagini.

Il referto autoptico, sarà comunque fondamentale. Nel caso venisse confermata la morte per soffocamento il reato sarebbe quello di uccisione di animali, ovvero il 544/bis del Codice Penale, così come voluto dalla legge 189/04 contro i maltrattamenti di animali. Il responsabile, ammesso che venisse mai individuato, verrebbe solo denunciato a piede libero. L’esiguità della pena, sebbene solo reclusiva per il 544/bis, rende estremamente improbabile, per non dire impossibile, che il responsabile possa finire, peraltro solo a condanna definitiva, in prigione. Ad ogni modo è più probabile l’accettazione di un Decreto Penale di Condanna e la commutazione dei giorni di reclusione in una previsione pecunaria (un giorno di prigione equivale grosso modo a 78 euro).

Se invece il cane non è morto soffocato, il responsabile della morte (ammesso che così sia stato) potrà riferire di una smaltimento improprio della carcassa. Anche se morto per colpa sua, la farebbe molto probabilmente franca. I reati di maltrattamento ed uccisione non valgono, incredibilmente, per le condotte colpose. Occorre la volontà di uccidere o maltrattare.

In Italia, anche chi uccide, scuoia e mangia il proprio cane, come appena scoperto a Firenze, (vedi articolo GeaPress) non può che essere denunciato a piede libero. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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