GEAPRESS – Ieri sera, l’operario trentenne con precedenti penali per truffa e appropriazione indebita, esce di casa, prende il suo cane ripetutamente a calci e poi gli spinge il muso tra gli escrementi. Forse non voleva che il cane sporcasse, sebbene tenuto in un terreno antistante casa. Non doveva dare fastidio neanche al vicino, considerato che proprio quest’ultimo si precipitava in strada cercando di calmare il violento personaggio. Per tutta risposta, invece, si è ritrovata puntata una pistola semiautomatica che, sebbene poi rivelatasi un giocattolo, riproduceva fedelmente l’originale. “Fatti gli affari tuoi“, gli avrebbe gridato il proprietario del cane mentre continuava a maltrattare il povero cucciolone.

I Carabinieri della Compagnia di Alba, rispondendo alla chiamata del 112 sul caso di maltrattamento, inviavano subito una pattuglia del Nucleo radiomobile la quale provvedeva a sequestrare l’arma giocattolo ed a chiamare un Medico veterinario. Evidentemente, però, giunto quest’ultimo, non riscontrava segni tangibili dell’avvenuto maltrattamento visto che fino ad ora il Magistrato non ha ritenuto di dovere provvedere al sequestro del cane, un cucciolone di meticcio.

Per il proprietario del cane è scattata la denuncia a piede libero per il reato di cui all’art 544/ter della legge contro il maltrattamento di animali, oltre che per minacce aggravate. L’articolo del Codice Penale che dovrebbe fungere da deterrente contro i maltrattamenti, impedisce l’arresto in flagranza di reato. In aggiunta a ciò, anche nel caso di condanne definitive, mancano ad oggi casi di pene reclusive se non associate ad altri reati congiuntamente commessi e di rilievo penale ben più considerevole del semplice maltrattamento.

Proprio pochi giorni addietro si è concluso il clamoroso caso di una povera cagnetta colpita dal proprietario con una grossa pietra in testa, tanto da procurarne la fuoriuscita dei bulbi oculari (la cagnetta è rimasta cieca). Per il soggetto, denunciato a piede libero, la vicenda giudiziaria si è conclusa con il semplice patteggiamento dove la reclusione (poi definita in soli due mesi e venti giorni) era stata vincolata alla condizionale, ovvero pena sospesa (vedi articolo GeaPress). Ed era un caso gravissimo …(GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).