GEAPRESS – Nel febbraio 2010 le Guardie volontarie della LAC di Padova, le avevano trovato nella sua casa di Baone (PD) due giovani cagnette, una simile ad un pastore tedesco e l’altra ad un pechinese, detenute in condizioni terribili. I due animali prigionieri di un recinto senza acqua né cibo, il pavimento stracolmo di feci, esposti alle intemperie, ridotti pelle ed ossa e pure, per la cagnetta più piccola, un’infezione ad occhio maturata, perché non curata, a seguito di una botta inferta. Il tutto per vendicarsi dell’ex marito dal quale si era recentemente separata.

Ora il Decreto Penale di Condanna della Procura della Repubblica di Padova che la condanna, se passati i tempi di opposizione, ad un mese e mezzo di reclusione più 1500 euro di sanzione pecuniaria. La quarantenne aguzzina, non andrà però in carcere ma il Giudice, per lei, ha deciso lo stesso in maniera pesante. Almeno in base a quanto consente la legge.

Calcolando una somma da pagare per ogni giorno di carcere in meno il Magistrato ha così convertito la pena inferta in 12.750 euro di multa (la multa è la sanzione pecuniaria dei reati-delitti). Una cifra notevole, se si considera che la previsione massima all’epoca dei fatti era di 15.000 euro, poi innalzati dalla recente “legge cuccioli” a 30.000.

Delle cagnette se ne occuparono poi le stesse Guardie Zoofile della LAC, riservando loro un futuro amorevole ed un’adozione in famiglia.
Trovo aberrante – ha dichiarato Andrea Zanoni, Presidente della LAC Veneto – che la donna si sia vendicata con il marito infierendo su due creature inermi, questo è un comportamento improntato alla più grande vigliaccheria punito pero, grazie al nostro intervento, con una pena molto importante“.

La LAC invita i cittadini a denunciare ai propri volontari i casi di maltrattamento, sperando che tali pene possano servire da deterrente. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).