carezza aronne
GEAPRESS – Una corsa disperata nei pressi del quartiere agrigentino di San Leone. Un cagnolino buono quanto timoroso dell’uomo. Lui come gli altri della zona per i quali si teme ora per la  vita.

Nei luoghi arriva Sandro Fanara, volontario dell’associazione animalista Aronne. Come tutti i volontari porta con se il kit antiveleno. “Da noi – spiega il volontario – è un problema frequente. Pochi minuti  possono fare la differenza. Purtroppo questa volta non c’è stato nulla da fare. Il cagnetto era in preda alle convulsioni. Nonostante l’antidoto l’ho sentito andare via, è spirato tra le mie mani. Sono rimasto fermo con l’ultima carezza.”

Fine dell’ennesimo randagio ucciso dal veleno. Sostante pericolosissime ma di libera vendita. Pochi euro ed è possibile portare a casa un mix letale acquistato sotto casa.

Il corpo del cagnolino, dopo la segnalazione di Aronne, è già stato prelevato da Comune di Agrigento che dovrebbe ora provvedere alla bonifica della zona anche se i luoghi sono già stati perlustrati dai volontari. Il pensiero va agli altri cani, oggi non visti. Si teme che possano essere andati a morire in altro luogo.

Sapremo con il tempo – aggiunge Sandro Fanara – l’origine di questo avvelenamento. Se si è trattato  di un caso accidentale, può darsi che sia morto solo il cagnolino di oggi. Per l’esperienza che abbiamo temo, però, un attacco doloso ed allora i cani morti saranno sicuramente di più“.

In Italia manca tutt’oggi una specifica previsione di legge per gli avvelenamenti che colpiscono gli animali. Nonostante la vastità del fenomeno c’è solo una Ordinanza del Ministero della Salute che è stata rinnovata lo scorso agosto. Per una legge vera e propria, con previsione di pena tutta da vedere, si attende l’approvazione del Decreto Lorenzin sul quale vige la Delega del Governo (vedi articolo GeaPress). Circa i reati di maltrattamento ed uccisione di animali, non è neanche previsto l’arresto in flagranza di reato. Le condanne più severe finora inflitte in Italia consistono nel pagamento di una multa di circa 10.000 euro, mentre di scarso significato sono le previsioni di reclusione, ben al di sotto della soglia di punibilità. Tutto da vedere è poi il recente Decreto sull’impunibilità voluto dal Governo. Nonostante il provvedimento dovrebbe escludere il reato di maltrattamento (questione comunque molto controversa) una recente sentenza del tribunale di Milano ha stabilito, con ben 18 pagine di motivazione, l’inclusione del reato tra quelli da considerare impuniti.
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