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GEAPRESS – Una cagna con sei cuccioli che viveva nei pressi del villaggio Mosè, ad Agrigento. Poi, la settimana scorsa, i volontari dell’OIPA hanno trovato un cucciolo morto. Nessun segno di maltrattamenti ma qualche dubbio sulla possibile causa del decesso era però venuto. “Quei cuccioli stavano bene  – riferisce a GeaPress Laura Samaritano responsabile OIPA di Agrigento – ma non pesavamo che dietro quella morte potesse esserci la mano dell’uomo“.

Ed invece poche ore addietro, nella periodica visita ai randagi del luogo, la macabra scoperta. Uno scheletro di cane e due cuccioli. Era la madre ridotta chissà come, ed in soli due giorni, ad un cumulo di ossa. “L’odore che si sentiva era di bruciato – aggiunge la responsabile dell’OIPA – La cagna, però, era sistemata in un posto difficile da raggiungere, nei presi di una casa non più finita di costruire. Dei cinque cuccioli che sapevamo esserci, ne erano rimasti solo due“.

A nulla sono valse le ricerche nei luoghi, mentre più fruttuoso è stato l’appello lanciato su facebook. Si è così scoperto che tre ragazzini del posto, notati i cuccioli, li avevano presi per soccorrerli. Ora sono tutti in salvo.

Cosa sia successo esattamente alla cagna, forse non si saprà mai. I resti del povero animale si presentavano quasi completamente senza pelle; soltano delle ossa.

Per noi è stata bruciata – spiega Laura Samaritano – Era una mamma stupenda che tra mille difficoltà ha tirato su i suoi cuccioli. Alla luce di quanto successo appare  molto strana anche la morte del cucciolino“.

L’appello è ora rivolto per trovare una casa ai cuccioli recuperati.

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