GEAPRESS – I fatti sono accaduti lo scorso 23 settembre, ad Acerra, intorno alle 23.00. Una chiamata al Commissariato di Polizia di Acerra, in provincia di Napoli. La scena che si presenta innanzi ai poliziotti è raccapricciante. Un cane sta ancora bruciando. A chiedere l’intervento della forza pubblica, la moglie di G.D., classe 1948. Forse una causa di separazione in corso, di sicuro strane dicerie su presunte compra vendite di cani di indubbia provenienza. Poi l’ennesimo litigio. Il cane, un rottweiler microchippato ma non risultate iscritto ad alcuna angrafe canina, prende forse le difese della donna. Lui lo lega, esce a comprargli della carne e lo fa mangiare. Poi, prende una grossa pala e gli fracassa il cranio. Il cane non è morto, e subito dopo gli da fuoco. La donna riesce a chimare il 113 e la Polizia di Stato arriva con il cane ancora in fiamme. Colto in flagranza di reato, denunciato a piede libero.

Le indagini sul caso vengono affidate dalla Procura della Repubblica di Nola alla Stazione di Marigliano del Corpo Forestale dello Stato, comandata dal Sovrintendente Geremia Cavezza. Il reato contestato è quello di maltrattamento di animali aggravato dall’uccisione.

Purtroppo non si poteva fare altro – dice a GeaPress il Sovrintendente Geremia Cavezza del Corpo Forestale dello Stato – Il reato di maltrattamento, pur con l’aggravante dell’uccisione, non consente né l’arresto in flagranza ma neanche, salvo particolari casi di pregiudicati, la condanna definitiva. La pena reclusiva è sotto quella prevista per la punibilità del reato. A volte – conclude il Sovrintendente Cavezza – quando si parla di arresto per chi maltratta gli animali, mi sembra di sentire uno spot pubblicitario“.

Le indagini sono ora coordinate dalla dott.ssa Cristina Amoroso, Sostituto Procuratore presso la Procura della Repubblica di Nola. La dott.ssa Amoroso ha subito disposto che il Corpo Forestale provvedesse al sequestro, ed immediata consegna presso un canile della zona, di altri due cani ancora detenuti da G.D. . Un meticcio di piccola taglia ed un incrocio di pastore tedesco. I cani non erano microchippati.  

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati