GEAPRESS – Sono stati ritrovati sabato scorso i tre grifoni morti probabilmente a causa dello spargimento di esche avvelenate. A trovarli un escursionista nei pressi di Venere, frazione di Gioia dei Marsi (AQ).

Ad intervenire il Comando Stazione di Gioia dei Marsi del Corpo Forestale dello Stato ed il Centro Territoriale per l’Ambiente del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Si tratta di una zona esterna al Parco. Un luogo della marsica già interessato da recenti avvelenamenti di lupi (vedi articolo GeaPress).

Uno dei tre grifoni era stato inanellato nel 2011. Il monitoraggio dell’animale rientrava nel progetto di reintroduzione del grifone operativo già dal 1994. Nel 2010 si era iniziato a monitorare i grandi avvoltoi grazie all’ausilio di un sistema satellitare. Un progetto, quello di reintroduzione, seguito dell’Ufficio Territoriale per la Biodiversità di Castel di Sangro (AQ).

I tre grifoni sono stati  trovati tutti nello stesso luogo. I corpi sono già stati trasportati presso l’Istituto Zooprofilattico di Avezzano e da qui a quello di Teramo per i necessari esami tossicologici. I tempi di questi ultimi potrebbero però essere anche di 20-30 giorni. Un fatto che ovviamente complica gli interventi da definirsi subito nel caso di avvelenamenti.

I forestali del Comando Stazione di Gioia dei Marsi, hanno comunque eseguito i pattugliamenti. Per fortuna i sopralluoghi hanno dato esito negativo. Nessun altro animale morto è stato infatti ritrovato. Solo alcune ossa di bovino che però si tende ad escludere possano appartenere ad un’esca imbottita di veleno. Secondo il CTA del Parco la situazione, seppur in attesa degli esami tossicologici, può ormai definirsi allarmante.

A preoccupare è anche l’ipotesi dell’eventuale presenza, tra i grifoni deceduti, di una femmina o comunque di coppie in fase di cova.

Già il 20 ed il 21 febbraio scorso, nella zona di Gioia dei Marsi, Ortona dei Marsi e Trasacco, tutte in provincia di L’Aquila, era stato effettuato un pattugliamento congiunto alle squadre cinofile del LIFE Antitodo. Zone già note per l’avvelenamento di lupi e, nel caso di Trasacco, anche di cani. Il sospetto è che tali avvelenamenti possano rappresentare un effetto delle “guerra” tra tartufai.

Ora, a seguito di quest’ultimo evento, il CTA del Parco richiederà l’intervento della squadra cinofila del LIFE Antitodo, al fine di pattugliare la zona interessata e provvedere alla relativa bonifica.

© Copyright GeaPress – Tutti i diritti riservati