GEAPRESS – Attorno al lupo trovato morto sabato mattina nella zona di protezione esterna del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise, sono state rinvenute cotenna e pelo di cinghiale. Un rinvenimento inquietante che avvalora l’ipotesi che l’animale, un maschio di circa tre anni, possa essere stato avvelenato.

Il lupo è stato rinvenuto da alcuni cittadini in località “lecce vecchio”, nel Comune di Lecce dei Marsi (AQ) che hanno segnalato il tutto al Corpo Forestale dello Stato, Stazione di Gioia dei Marsi. L’animale non presentava ferite esterne, tanto da fare subito escludere l’ipotesi di un colpo d’ arma da fuoco. I Forestali avevano iniziato un controllo accurato del territorio, ancora in atto, per un raggio di 400 metri attorno alla carcassa del lupo. Di queste ore il ritrovamento della possibile polpetta avvelenata la quale, verosimilmente, è stata inviata per gli opportuni esami all’Istituto Zooprofilattico di Teramo, dove già si trova la carcassa del lupo.

Purtroppo, specie in primavera, è ancora diffusa l’usanza di distribuire bocconi avvelenati. Si tratta di un metodo, oltre che illegale, molto pericoloso e non solo per la fauna selvatica. Le sostanze letali permangono attive per parecchio tempo e nessuno può escludere un contatto accidentale (come già successo) con l’uomo. Proprio un paio di giorni addietro, il Nipaf del Corpo Forestale di Perugia, aveva diffuso la notizia relativa alla conclusione delle indagini su un caso di diffusione di sostanze avvelenate. Si trattava di una persona con regolare licenza uso caccia, che aveva distribuito le letali polpette dopo che in quella stessa zona era avvenuta la liberazione di fagiani e lepri di allevamento ad uso delle doppiette (vedi articolo GeaPress).

L’uccisione o comunque il rinvenimento di lupi morti in Italia, specie particolarmente protetta dalla legge, ha assunto ormai una cadenza molto elevata. Ivi compreso un caso ancora non reso noto perché oggetto di indagini, sono tredici i lupi trovati morti dall’inizio dell’anno. Solo per tre parrebbe essere stata accertata la causa naturale del decesso. Ovviamente trattasi degli animali rinvenuti, ma nessuno può sapere esattamente cosa succede in Italia. Nel nostro paese manca un database centralizzato dei censimenti dei lupi, figuriamoci di quelli morti. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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