GEAPRESS – Entreranno tra pochi giorni in vigore, le nuove disposizioni in tema di allevamenti di vitelli, suini e di modifica al nuovo articolo 727 del Codice Penale, così come riformulato dalla legge sui maltrattamenti di animali. Ne abbiamo parlato in un precedente articolo di GeaPress (vedi articolo e scarica i decreti su GeaPress).

I tre decreti legislativi che il Governo ha tranquillamente approvato lo scorso 7 luglio, recepiscono direttive europee tremende sul piano della protezione degli animali. Per il 727, però, non si tratta esattamente di specifica normativa di settore. Anzi, nell’articolo, sono entrate disposizioni decisamente più ambientali rispetto alla tutela animale in senso stretto.

Il Governo, in effetti, ha utilizzato il 727 dovendo recepire una Direttiva europea sulla tutela penale dell’ambiente.
Meno male, a questo proposito, che l’Europa ha previsto la “tutela penale”, dal momento in cui, viceversa, sarebbero state sicuramente adottate sanzioni di sola natura amministrativa.

Ovviamente non per questo il Governo si è perso d’animo. Per tutelare penalmente l’ambiente si è scelto un blando reato di natura contravvenzionale che, quando effettivamente contestabile (è prevista pure la sua esclusione per … modica quantità), si concluderà con il pagamento di una piccola ammenda. La pena reclusiva, infatti, in un reato contravvenzionale non porta praticamente mai in prigione. Ad ogni modo, per evitare confusione, piccola reclusione e piccola ammenda, sono state inserite in alternativa tra loro.

Ma cosa cambia effettivamente nel 727?
In un sol colpo, è stato farcito con le sanzioni finora mai previste in Italia per chi uccide, distrugge, cattura, preleva o detiene specie animali (ma anche vegetali) già da tempo protette (ma senza punizione per chi infrange,sic!) da alcune Direttive dell’Unione Europea.

Ci sono, ad esempio, le specie di uccelli (poche, a dire il vero) ancora non considerate per i reati della legge sulla caccia, ed elencate, però, in una Direttiva del 1979. Vi è poi un elenco di varie specie animali, insetti compresi, di altra Direttiva del 1992 e poi ancora quelli considerati dalla Convenzione di Berna del 1979. Con appena 32 anni di ritardo è arrivato un facsimile di reato, che non farà paura a nessuno.

Ad ogni modo, bisogna essere ottimisti, perchè c’è in giro anche di peggio. Nel 1950, infatti, venne firmata una importante Convenzione sulla protezione degli uccelli. Venne ratificata dall’Italia nel 1978 ed i reati (ovviamente sempre reatucoli contravvenzionali) furono previsti nel 1992. Piccolo particolare: la Convenzione del 1950 perfezionava altra Convenzione firmata a Parigi nel …. 1902! Insomma, con novanta anni di ritardo, finalmente arrivava il pannicello caldo. Tutto sommato, con l’attuale integrazione del 727 che poco o nulla punisce, siamo stati fortunati.  

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