GEAPRESS – Sono stati arrestati due bracconieri di cicogne. Sono evidentemente ritenuti responsabili di avere ucciso alcune delle cicogne transitate nei giorni scorsi a Malta (vedi articolo GeaPress). Il più grande stormo di cicogne mai osservato nell’arcipelago. Circa 200 animali che hanno cercato di posarsi a Malta, durante il viaggio della migrazione primaverile, quella, cioè, che dall’Africa li conduce in Europa per nidificare. Dovevano solo riposarsi una notte, ed invece (anche di notte!) sono state attenzionate dai fucili. 

Nonostante lo stormo venne costantemente monitorato dai protezionisti maltesi, numerosi cacciatori di frodo hanno indirizzato  loro i colpi di fucile. Una situazione grave, quella venatoria, esistente a Malta. Posta all’attenzione dei lettori di GeaPress grazie allo speciale “La Valle Incantata” dove si è avuto modo di documentare l’attività dei campi antibracconaggio condotti da volontari sia maltesi che di altri paesi, tra cui italiani.

Eppure quest’ultimo intervento di polizia, che fa sicuramente onore a Malta, pone ancora un volta in ridicolo le norme a protezione della fauna esistenti in Italia.  L’arresto di un bracconiere, nel nostro paese, sarebbe infatti impossibile. La legge sulla caccia prevede, anche per le situazioni di bracconaggio più gravi, solo blande pene tutte di natura squisitamente contravvenzionale. Ammende da pagarsi, in genere, pure con il rito abbreviato. Non è previsto, per nessun reato venatorio, neanche l’arresto il flagranza di reato. Unica eccezione il reato di furto al patrimonio indisponibile dello Stato. E’ un reato più grave ma ad ogni modo mai si può applicare ad un cacciatore colto in atto di bracconaggio. Questo perchè la nostra legge ha escluso, proprio in favore dei cacciatori, l’applicazione di alcuni articoli del Codice Penale, tra cui, appunto, il furto. (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).