GEAPRESS – Giungerà direttamente alla Commissione Europea il report conclusivo delle attività dei campisti di Birdlife Malta e del CABS (Committee Against Bird Slaughters) sul disastroso esperimento di caccia primaverile a Malta. Tale attività venatoria è stata di fatto patteggiata con le autorità europee. Uno dei frutti insani di tale concessione, è stato il metodo di controllo delle attività dei cacciatori autorizzati all’abbattimento primaverile di tortore e quaglie. 5600 doppiette a fronte di oltre 10.000 cacciatori. In pratica una volta ucciso un animale, gli stessi cacciatori avrebbero dovuto comunicarlo con un sms. Raggiunta la quota europea la caccia avrebbe dovuto subire un arresto. Secondo voi cosa hanno fatto i cacciatori?

A verificare questo (teorico) sistema di autocontrollo, una pattuglia di venti poliziotti specializzati. A dire il vero quest’anno, verosimilmente dopo le proteste internazionali, gli Agenti sono stati aumentati fino ad ottanta, rincarando la tassa di concessione gravante sui cacciatori. Numeri ad ogni modo irrisori ed il consuntivo arriva ora con i dati forniti dalle due Associazioni le quali, precisano, hanno potuto controllare con le loro sei squadre di volontari (composte anche da italiani, inglesi, tedeschi ed irlandesi) circa il 10% del territorio maltese.

950 spari in un mese di caccia, fuori dagli orari consentiti. Orari, perlatro, già molto ampi; addirittura con inizio caccia alle 4.30 del mattino, ovvero con il buio. Poi 61 uccelli appartenenti a specie protette recuperati, ed altri 52, prevalentemente grandi veleggiatori (rapaci e cicogne) in migrazione, osservate con le ali rovinate dalla rosa dei pallini. E poi i trappolisti e chi sparava con fucili con più di tre colpi.

Malta, però, è solo l’esempio più macroscopico di quello che succede in primavera nelle isole del Mediterraneo, Italia compresa. E’ l’esempio di quello che succede quando i cacciatori vanno al governo. Le due coalizioni sono praticamente alla pari: nazionalista con il 49,34% e socialista con il 48,79%. Con poco più di 400.000 abitanti, l’impegno di altre 10.000 doppiette è gradito ad entrambe le parti. Il risultato è un arcipelago con un basso tasso di specie nidificanti e metodi e periodi di caccia incredibili. A Malta si spara in primavera, con il buio e finanche dai motoscafi. Una gestione venatoria disastrosa che in questo periodo trova una sua forma speculare nel bracconaggio che imperversa nelle piccole isole italiane, ma anche in Grecia ed a Cipro. Per questo è importante non considerare Malta come una cosa che non ci riguarda. Possiamo fare molto. Malta è molto attenta al turismo italiano e per questo GeaPress ti invita a firmare la lettera da inviare al Primo Ministro e al Ministro del Turismo maltesi (VEDI LO SPECIALE “LA VALLE INCANTATA“).  (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).