GEAPRESS – Assume toni farsechi la vicenda della caccia in deroga a Malta la quale, con la scusa di sparare in primavera a Tortore e Quaglie (fatto già di per sé molto grave), sta procurando una vera e propria strage di rapaci, aironi ed altre specie che dovrebbero essere teoricamente protette. Oltre 10.000 cacciatori (dei quali 5600 autorizzati alla primaverile) contro 20 guardie che debbono pure alternarsi in turni.

Ora arriva la “disponibilità” dei cacciatori. La Polizia deve vigilare …. i protezionisti, che avrebbero buttato discredito su Malta! Questo nonostante quattro volontari dell’Associazione (un maltese, un inglese, un finaldese ed un tedesco) siano stati pesantemente minacciati e di fatto bloccati per circa 40 minuti. Una reazione, quella dei cacciatori,  che pur facendo sorridere provoca una singolare reazione in BirdLife, che in questi giorni sta portando avanti il campo antibracconaggio. Nessun problema ad avere affiancati i poliziotti, anzi lo chiede per prima la stessa Birdlife. Sarà, così, più semplice fare intervenire la Polizia nei numerosi casi di bracconaggio sull’isola.  Tra l’altro i dati di Birdlife Malta coincidono con quelli dell’ALE, lo speciale (ma piccolo) nucleo della Polizia maltese che dovrebbe vigilare sulla caccia. In pochi giorni 800 episodi di caccia illegale ed almeno 7600 colpi registrati dalle sei squadre di Birdlife in appena il 10% della superficie di Malta e Gozo.

Le polemiche a Malta rischiano di ridicolizzare a livello internazionale la politica governativa maltese. Per consentire di uccidere Tortore e Quaglie, il Governo maltese ha prelevato i dati scientifici da quelli pubblicati nella lista rossa dell’IUCN (International Union for Conservation of Nature). In una conferenza stampa tenuta a Belgrado, Veronika Ferdinandova, dell’Ufficio Biodiversità dell’IUCN, ha però duramente criticato l’utilizzo dei dati. Questi, infatti, fanno riferimento ad una valutazione mondiale (l’IUCN raggruppa studiosi di tutto il mondo e i dati affluiscono da ogni angolo del pianeta) e non hanno valore per determinazioni di prelievi in Europa.  Anzi a ben guardare i dati europei, dicono all’IUCN, Malta dovrebbe stare ben più accorta. E’ infatti molto strano che il Governo di Malta abbia guardato alle stime mondiali che raggruppano, ad esempio, pure le popolazioni cinesi (dice sempre l’IUCN) e non abbia fatto riferimento alle valutazioni europee che, invece, pongono le due specie in pericolo.

Intanto a Malta sono arrivati anche i volontari italiani. Dal 21, infatti, sono presenti anche i responsabili del campo antibracconaggio del CABS (Committee Against Bird Slaughter). Sono subito incappati in un trappolatore. Aveva installato una grande rete a scatto per la cattura degli ortolani, raro passeriforme migratore che a Malta si vede verso la fine di aprile. Per fortuna la Polizia è arrivata subito. Individuato e denunciato. Speriamo bene.

La situazione venatoria a Malta è disastrosa. La densità più alta al mondo di cacciatori è l’ago della bilancia nella determinazione del successo di una coalizione politica. Dove i cacciatori fanno legge corrisponde una delle più basse densità al mondo di uccelli nidificanti e tecniche di caccia a dir poco aberranti, come quella attuata utilizzando veloci motoscafi. Eppure Malta non può non tenere conto di altre incidenze nelle sue scelte, soprattutto di ordine economico. Malta rimane una delle mete preferite del turismo italiano. Per questo GeaPress ti invita a firmare l’appello da inviare al Primo Ministro ed al Ministro del Turismo maltesi (vedi speciale LA VALLE INCANTATA). (GEAPRESS – Riproduzione vietata senza citare la fonte).

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